Noi non possiamo oggi non parlare di ciò che è accaduto l’11 settembre 2001. Abbiamo assistito a programmi televisivi e telegiornali giustamente dedicati a questo episodio. Alcuni ci sono sembrati molto professionali, altri ci sono apparsi più attenti nel tentativo di farci vedere i cambiamenti delle vite di coloro che hanno perso i propri cari. In tutti abbiamo notato qualcosa di nuovo: mancavano le polemiche. E’ quello che abbiamo apprezzato di più. Riteniamo che questo possa essere il rispetto più grande per chi è morto innocentemente. Pensiamo che definirsi pro o anti americani non abbia alcun senso. Un episodio così enorme più solo aver bisogno di silenzio. Parlare di quello che è accaduto quel giorno lo si può fare solo con una grande onestà intellettuale. Chiunque abbia commesso quel crimine si deve solo condannare. Quei morti non hanno niente a che vedere con ciò che di sbagliato c’è nella società americana. L’america è lo stato che ha salvato l’europa da Hitler, ma anche quella che un’altro 11 settembre quello del 1973, organizzò e sostenne le forze eversive in Cile, dando inizio ad una strage di massa, mandando al governo quel Pinochet che ha torturato e ucciso milioni di persone, nel silenzio totale del resto del mondo, come qualcosa che non ci riguardava. Ma quelle persone non sono responsabili. Responsabile è una cultura che ha bisogno di distruggere bambini, uomini e donne e pensare di avere il diritto di ucciderle in nome di una causa che di volta in volta viene scelta per mantenere una supremazia negativa sul mondo. Questa America non ci può piacere, così come non ci piacciono quegli stati che vorrebbero distruggere Israele. Non ci piace tutto ciò che è sopraffazione di un popolo su un altro, su un individuo su un altro. Ma il modo non è quello di fare la guerra a ciò che non ci sta bene o non ci piace. Non condividiamo la guerra come risposta ad un’ altra guerra. Riteniamo che possa essere questa la strada solo della distruzione. Il modo è quello di far emergere ll meglio, il buono, il pacifico, l’onesto, senza uccidere il peggiore, ma fecendolo diventare non visibile. Vorremmo una nuova ridefinizione del mondo improntata su un totale rispetto dell’individuo e della sua vita. Ci auguriamo che la politica torni a fare il suo vero mestiere e che le diplomazie di tutto il mondo, possano comprendere le diversità come una grande ricchezza e la sappiano portare a progetto di una nuova società. Speriamo che il mondo possa tornare a credere in un sola cosa sacra: L’uomo.

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