Atlantide: la città sommersa

C’è musica nell’anima…

Settembre 15, 2006 · Lascia un Commento

…la luna era arrivata quasi alla sua rotondità. La mia amica mi fece notare che aveva un colore un po’ rossiccio. Forse annunciava qualche cambiamento?
I musicisti non erano illuminati da lei. Lei schiariva solo i nostri volti. La musica iniziò dolcemente. Ci misi un po’ prima di sentirla “dentro” e quando accadde io danzai nella mia città. Nella danza mi avvicinavo e allontanavo da uno sconosciuto. I nostri corpi erano leggeri e morbidi. Leggiadri si muovevano nell’aria. I musicisti si fermarono per prendersi gli applausi del pubblico, ma noi continuammo la nostra danza. Le nostre bocche s’ incontravano nella leggerezza dell’essere ed io seppi di aver finalmente trovato colui che conoscendo la mia e la sua città voleva passeggiare tutta la notte con me…

…non sono sicura di poter venire con te, nella tua città, un giorno. Non sono sicura di poterti dare qualcosa, se non la mia semplice presenza. Vorrei ascoltarti mentre camminiamo, tenermi al tuo braccio che mi dà la certezza dell’appoggio, mentre mi racconti una cosa qualunque; ma per avere tutto questo c’è bisogno di essere molto diversi da come siamo oggi. E’ necessario aver compreso quale passaggio è la nostra vita e se abbiamo trovato il coraggio di viverla…
… sto attenta a non oltrepassare la linea rossa di confine, perché non so bene dove mi porterebbe, ma soprattutto non so dove tu possa essere. Non so cosa sono venuta a fare nella tua vita, oggi; se ci sono solo di passaggio, semplicemente per incontrare un vecchio amico…

…caro amico, oggi darti l’ultimo saluto è stato più semplice di quanto pensassi. Sei tornato ad essere semplicemente cenere. Hai lasciato questa vita nello stesso modo con cui l’hai vissuta: di passaggio. Schivo di una mondanità che in realtà apparteneva al tuo mondo, ma che rare volte ha visto la tua presenza, te ne sei andato senza troppo rumore anticipando ancora una volta il ritmo del tuo tempo. Questa volta hai costretto il tuo corpo ad un giro troppo stretto e lui ha ceduto, semplicemente.

Anonimo

Categorie: Caffè Letterario

L’onda terribile della storia…

Settembre 15, 2006 · Lascia un Commento

“Il cacciatore di Aquiloni” Khaled Hosseini edizione Piemme

…ad attenderlo a kabul non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C’è una scoperta sconvolgente, in un mondo  sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuori legge e gli aquiloni non volano più. Trent’anni di storia afgana – dalla fine della monarchia all’invasione russa, dal regime dei Talebani fino ai nostri giorni – rivivono in questo romanzo coinvolgente e pieno d’atmosfera.

Colei che ci propone questo libro dice:

…e sento subito quel terribile odore di violenza gratuita dell’uomo sull’uomo…

…la violenza di quella società si respira dalle pagine…

mi fermo…il dolore è troppo forte, ma non posso fare a meno di sapere…proseguo fino alla fine.. e non so come si permetta tutto questo…

Il libro è bellissimo.

Categorie: Libri e poesie