-Lettera ad un figlio

Mio caro tesoro, decidere di scriverti è veramente faticoso. Noi adulti commettiamo molti errori e spesso ce ne rendiamo conto con il tempo. Io non sono immune da questo destino, anche se cerco di cambiarlo ogni giorno. Quando capita, la parte più difficile è ammettere che ho sbagliato.
Un mia amico ha scritto che di fronte ai figli che raccontano bugie, bisogna dare libertà e comprensione. Ha ragione lui. A volte però la vita ti obbliga a vivere, forse perché non sei stata attenta, situazioni dolorose che non avresti mai voluto, e diventano imprevisti che scompigliano l’anima.
Quel giorno di due anni fa, quando ho scoperto che tuo padre aveva un amante, la mia vita ha subito un uragano devastante. Non ero stata attenta. Non lo ero stata quando l’ho incontrato e non lo sono stata durante il percorso di quei quindici anni.
Nel senso comune si usa affermare che “l’amore è cieco” ed è purtroppo un grave errore. L’amore è un sentimento che all’età in cui io ho conosciuto tuo padre, avrebbe dovuto essere consapevole, mentre non lo è stato. Capirai la differenza crescendo, l’importante e che tu tenti di vivere la vita con la consapevolezza di tutto te stesso. Sarà questa che ti darà lo strumento giusto.
Non è stato facile uscire dal baratro dove sono andata a finire quel giorno. Tu sei stato il motivo più importante per tirarmi su, ma anche il più faticoso. Senza di te non so che cosa mi sarebbe potuto accadere, e con te lo sforzo è stato maggiore, perché non avevo il tempo per pensare solo a me stessa. Prima di tutti, noi mamme, pensiamo ai figli. Nonostante a volte ti abbia lasciato interi pomeriggi solo in casa. Vero, non eri abituato, prima c’ero sempre, ma non eri proprio piccolissimo. A dodici anni può accadere di rimanere il pomeriggio in casa da solo, mentre mamma va a fare la spesa, non credi? Io andavo fuori, a volte sola a piangere, altre, con qualche amica per sollevarmi un po’. Me n’andavo perchè non riuscivo più di tanto a rimanere nella nostra casa. Spesso quando entravo ero costretta ad andare in bagno a vomitare. Ricordi com’ero divenuta magra? Non solo ero arrivata a pesare 44 chili, ma se n’era andata la muscolatura, come gli anoressici.
Il dolore che tuo padre mi ha provocato, o meglio, che io ho permesso di farmi, è stato così profondo da non dimenticarlo per tutta la mia vita. Questi dolori alla mia età, sono come la cicatrice che hai tu nel costato. Lo senti sempre meno, ma ti ricorda sempre l’accaduto. Non posso dirti che provo affetto nei confronti di tuo padre, ti racconterei una bugia. E che quella donna mi è indifferente. Non sono ancora a questo se mai ci arriverò. Provo e lo faccio solo per te, a separare il padre dall’uomo, ed in parte ci sono riuscita. Ho fatto in modo che tu vedessi tuo padre il più possibile, e cerco di continuare a essere insieme a lui, i tuoi punti di riferimento sempre, anche se non siamo più una famiglia normale. Voglio che tu abbia l’opportunità di costruire un rapporto con lui, come desidererai, al di là di me.
Ciò che lui si è permesso nei miei confronti sono cose che io non dimenticherò mai, perché non riguardano solo la fine di un rapporto, che purtroppo può succedere, ma vanno oltre, vanno dove diventa violenza gratuita. Se avesse avuto il coraggio di parlarmi, avrei sofferto, ma in un altro modo. In tutti questi anni non sono mai riuscita a parlare di noi con lui. Non saprei dire se pensava da solo o se non aveva da dire niente. Io avevo il problema contrario. Il bisogno di “raccontarsi, per camminare insieme. Ho riempito tutto lo spazio, senza accorgermi che lui si allontanava ogni giorno. Sapevo che lasciava sempre una porta aperta per fuggire, quando si sente stretto, ma non avevo voluto vederlo.
Non so se oggi abbia capito che non sono gli altri a metterlo alle strette, ma se stesso. Effettivamente gli altri, se noi non vogliamo, non possono niente. Non so se lui si aspettava la mia reazione, così veloce, non so se desiderasse che io facessi tutto come ho fatto, so che gli avevo permesso di calpestarmi anche troppo e quindi il giorno che lui aveva detto di andarsene, quel giorno, io ho preparato tutte le sue cose, e lo ho obbligato ad uscire da casa nostra. I suoi sensi di colpa, li ha scaricati su di me e quello che si è permesso dopo è stato peggio del aver scoperto l’amante. Non c’è bisogno che tu sappia esattamente il contenuto del suo comportamento, tu stesso, parlandomi una volta mi hai detto: “La prima volta il babbo te l’ha fatto grossa, ma la seconda, mamma deve averla fatta ancora più grosse, se tu ci hai provato e poi non lo hai più voluto”.
Queste parole sono state sufficienti per me, tu avevi compreso. Ti è rimasto difficile, e ancora oggi a volte non comprendi, perché una volta che avevo deciso di non volerlo più, non stavo bene. E non comprendi oggi, perché dopo due anni, ogni tanto senti il rancore che provo nei suoi confronti e anche verso quella donna. A lei non gli ritengo il diritto neppure di pensarti, figurati, vederti o stare con te.
Certo, per un adolescente la psiche degli adulti è ancora un gran mistero, e se imparerai a guardare e ad ascoltare vedrai che la vera foresta della terra è proprio questa.
Tu sai che io non ho fatto come molte persone, che cercano il tutto per tutto per dimenticare , e spesso trascurano anche i figli. Sai che ho cercato di prendere il mio dolore come un’opportunità nella vita per andare a guardarmi fino in fondo all’anima, e quando percorri questa strada spesso fai un passo avanti e due indietro. L’errore che spesso facciamo da adulti, è quello di cercare di arrivare da qualche parte, in realtà la vita è nel percorso. Ora che frequenti il liceo classico, quando studierai filosofia capirai meglio che cosa intendo dire. Io sto facendo questo percorso, dove ho incontrato per il momento più dolore che piacere, ma questa è la vita. E’ necessario imparare a vivere gioia e dolore, altrimenti, non riusciamo a vivere niente. Ed è qui il punto, come si riesce a non scappare dal dolore, che tutti noi rifuggiamo, a viverlo come un sentimento profondo. Semplicemente vivendolo. A volte a me, sfugge di mano, non ho ancora un buon allenamento, mi ero abituata a non sentirlo. Ma la vita ha per ognuno di noi in serbo sempre delle sorprese, e allora è bene essere attrezzati per esserne consapevoli nel momento che capitano.
Le bugie che tu ogni tanto racconti, sono frutto di tante sensazioni che vivi e che non sai come gestire. Mi sono arrabbiata molto, perché pensare che tu fossi vigliacco mi ha ferita. Io ho fatto tanto fin da quando sei nato per darti valori diversi, ma è proprio qui il mio errore. Tu sei un altro essere, e ciò che ti arriva dagli altri, compresa me, è una combustione di diverse cose e sentimenti. Mi sono come sentita tradita anche da te. Prima mio padre, poi il mio compagno e adesso mio figlio. Mi è sembrato troppo e tu ne hai fatto le spese.
Non mi piacciano le persone bugiarde, quelle che sistemano le cose, come gli tornano meglio, per non affrontare le reazioni degli altri. Ma tu sei un adolescente e io voglio solo aiutarti ad uscire da questo momento nel modo più giusto per te. Ciò che dice il mio amico è vero: libertà e comprensione, saranno le cose sulle quali io lavorerò con me stessa per trovarle. Lo faccio perché tu possa cercare la strada del coraggio non della vigliaccheria, per darti l’opportunità di non aver paura dei tuoi pensieri e delle tue azioni, perché domani tu possa guardare e sapere chi sei. Gli intrighi, le confusioni, le paure, ammalano il fisico e la psiche, ma soprattutto non fanno vivere la vita.
La mia generazione è, insieme con altre, responsabile del mondo che ti circonda, che non è un gran ché. Spesso quando si è giovani, si usano cose esteriori, per sentire la vita frizzare, come l’alcool, il fumo o peggio ancora la droga.
Vorrei aiutarti a sentirla frizzare senza usare queste droghe, perché è più bella e più semplice.
La tua adolescenza è un’opportunità per te e per me, non vorrei perdermela, farei l’errore più grande della mia vita. Proverei a non darla neppure per scontata, come spesso ho fatto, vediamo se insieme ci riusciamo. In questi giorni abbiamo litigato per le tue bugie, io mi sono comportata come una bambina: ti ho tolto la parola. Non è un bel comportamento, ma forse può servire a farti vedere che anche i genitori hanno bisogno d’aiuto, che non sono mai come ci piacerebbe che fossero, e che è un rapporto reciproco. Anche tu hai la tua parte. Il tuo modo di porti dentro questo rapporto, sempre in unisono con la tua età, conta quanto quello del genitore. Questo servirà a tutte e due, servirà perché ognuno di noi possa percorrere la propria strada consapevolmente. Ci darà l’opportunità di vivere la vita in quel percorso che ti dicevo e che è il più interessante. A volte ci diremo le cose nel modo sbagliato, altre troveremo quello giusto, ma l’importante e che ognuno di noi occupi il proprio spazio e ne sia cosciente.
Invece di parlarti questa volta ti ho scritto, così entrambi potremo rileggere. A me è servito per superare un po’ quel rancore che avevo avuto nei tuoi confronti, a te spero serva a vedere come puoi trovare il modo di non raccontare bugie.
Un abbraccio, mamma

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2 commenti su “-Lettera ad un figlio”

  1. smile Says:

    a rileggere questa lettera mi sembra quasi la mia storia, cioè la storia della mia famiglia, di mia mamma.
    ha avuto un po’ gli stessi problemi, ma molti in più.
    una volta abbandonati, io mio fratello mia sorella e mia mamma, piccoli innocenti e indifesi, senza casa, senza pane senza letto quasi indirizzati per l’elemosina.
    per fortuna na persona c’è, chiamatelo, Dio secondo me, ma potete chiamarlo come volete..
    ora ho un pc come vedete, frequento una scuola i miei voti sono massimi, mia mamma ha comprato una casa che sta “pagando con il sangue” come dice lei. Io e i miei fratelli siamo uniti come mai, ho 14 anni, mio fratello 13 e mia sorella 12.
    di fila! :P
    e questa poca differenza d’età, ci ha aiutato e ci sta aiutando visto che stiamo entrando tutti e tre nella fase adolescenziale.
    vivo per la mia famiglia, non potrei vivere senza mia mamma, che è la mia vita!
    e comunque le faccio i miei complimenti l’ammiro. perchè non solo con la parola ci si può esprimere ma anche con una lettera stupenda come questa!

    ps: solo un particolare, io con mio padre non ho per niente un bel rapporto. i miei fratelli sì.
    io ricordo, loro no!

  2. atlantide Says:

    Ciao, piccola, scusa se ti chiamo così, sbagliando, perchè in realtà tu sei GRANDE, molto più di tanti adulti! Oltre a pubblicare la tua bellissima lettera voglio inviarti personalmente il mio commento, perchè non ti possa sfuggire, e perchè tu sappia che noi ci saremo sempre. La tua lettera mi ha emozionato fno ale lacrime perchè tu scrivi con il cuore, con i sentimenti e nella vostra Era, il rischio del computer, degli sms, è proprio quello di perderli; ma quando viviamo vite come le tue, la sensibilità del cuore rimane intatta, perchè a colpirlo per primo è stato il dolore e questo lo rende sensibilissimo a tutto. La tua mamma ti sta facendo vedere che ci si può fare, con estrema fatica, appunto come dice lei con il sangue, ma ce la possiamo fare, non dimenticarlo mai. Capisco anche la tua rabbia con tuo padre, sotto la rabbia c’è il dolore, portala con te e guardala sempre, finchè non arriverà il giorno in cui essa parlerà per lasciare posto all’amore. Tu stai entrando in quella fase difficile dell’adolescenza, è il momento dove dobbiamo e vogliamo diventare adulti, e tutto ci sembra contro di noi, vivi anche questo con tutto ciò che comporta, certa che sei una bella persona. Fai attenzione ai trabocchetti che in questo periodo tu incontrerai e guarda in avanti sempre e comunque a testa alta, dignitosamente come tu e la tua famiglia mi sembra di capire, avete fatto. Cerca la tua vita, l’amore, l’amicizia senza paura, perchè il bello della vita è nella ricerca dei sentimenti, delle sensazione, tutto il resto (anche se non ti sembra così perchè tutto ti dice di cercare i soldi) è effimero, dura poco e da poca soddisfazione. Scrivici quando vuoi ci troverai sempre, un abbraccio


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