Atlantide: la città sommersa

-Equilibrio preesistente

Febbraio 14, 2007 · Lascia un Commento

Sono sola. Sono entrati in casa per fare colazione ed io sono rimasta in piedi qui tra i fiori, accanto al muro. E’ molto presto, non è ancora l’ora della lezione. I fiori nuotano come pesci intrisi di luce nell’acqua di un verde cupo. Prendo uno stelo in mano. Io sono lo stelo. Ero ancora sola e non del tutto riposata, così decisi di tornarmene a letto. Non valeva la pena restare alzata stanca a pensare a questioni che non erano di mio gradimento. Un giorno mi alzai, come al solito erano entrati per fare colazione. Vidi che il mio fiore era morto. Da quel momento i miei giorni diventavano sempre più vuoti. Mi ero paragonata, pochi giorni prima, ad uno stelo e anche se la cosa era alquanto disperata e così vuota, ero uno stelo vivo. Ora era morto. Mi ero così convinta del legame che univa i nostri destini che non potei fare a meno di pensare che quella, era la mia stessa sorte. Stavo impazzendo, stavo male. Non dicevo niente a nessuno. Mi tenevo pensieri, considerazioni e fatti chiusi dentro di me, in una gabbia, ma era una gabbia troppo piccola e poco resistente per contenerli. Volevano uscire come bestie inferocite. Passarono altri giorni, non cambiava nulla, anzi peggiorava. La gabbia si stava rompendo, lo sentivo. Non mi confidavo, non urlavo, tutto dentro di me. Non volevo essere pazza, ma non ce la facevo più. Un giorno decisi di uccidermi, buttarmi dalla finestra della cucina, dove giaceva il vaso che aveva portato con sé lo stelo ormai morto. Mi avvicinai alla finestra, ora potevo urlare, farla finita, smettere, non avevo paura, ero pronta, un’ultima occhiata al vaso e…mi fermai. Rimasi a guardare il vaso dove ora era cresciuto un nuovo fiore, un nuovo stelo. Fu la mia rinascita, purtroppo poco tempo dopo morii, ma la mia è l’unica tomba in  cui non leggi data di nascita e quella di morte, lì puoi leggere: “ Maria Lovani, un fiore rinato”.

Andrea

Categorie: Appunti sui Polsini

-Hello boy!!!!!!!

Febbraio 14, 2007 · Lascia un Commento

Ciao, come và? Io domani devo tornare a scuola. Pekkato stavo molto bene a casa. Sai, quando non abbiamo nulla da fare si riesce a stare benissimo, e non avendo pressioni trovo il tempo di studiare e anke di dedicarmi ai miei hobbies, kome la kucina, per ora tt ok…. Ora sto guardando il film: “quel mostro di mia suocera”. Mamma è già deed come il mio cane. Ora sono stanco, meglio pigiamarmi. Vado perkè non ce la faccio più, devo dormire. Domani scuola, boccone amaro!

Andrea

Categorie: I ragazzi di Atlantide

-L’amore

Febbraio 14, 2007 · Lascia un Commento

Credo che l’argomento di cui dovresti parlare di più, dovrebbe essere: “l’amore”. Questo sentimento difficile, complicato, ma urgente. Non parlo di quello esclusivamente di coppia, ma di tutto l’amore. Io penso che dovrebbe essere il pilastro che sorregge l’umanità, ma non sappiamo più dove trovarlo. Noi giovani siamo confusi, ma non mi sembra che generazioni passate ci possano essere di esempio! Avete mai pensato di fare una trasmissione radiofonica, come quelle americane, dove in diretta si parla di sentimenti con gli ascoltatori?  Magari inervallate da bella musica? Io penso che sarebbe importante. Pensateci.

Massimo

Categorie: Lettere ad Atlantide

-Ciò che sono

Febbraio 14, 2007 · Lascia un Commento

Separata con figlio. Lui aveva l’amante, io l’ho fatto uscire di casa. Quante storie iniziano così? In questi anni ne ho sentite centinaia, quasi tutte così banali. Non  mi sono lasciata andare alla depressione, ma ho cercato di costruire un nuovo progetto per la mia vita. Era come la tela di Penelope: costruivo e poi ci cadevo sotto. Cadevo sotto il peso del tradimento di mio marito. Non poteva sopportare che lui mi avesse fatto questo. Il nuovo progetto si frantumava ed io mi ammalavo. Finchè un giorno ho iniziato a domandarmi perchè non avevo fatto niente per perderlo. In quello ho trovato la forza per andare avanti e non disfare più il mio lavoro. Ho capito che la vita la si sceglie anche quando non si sceglie. Fin dall’inizio io sapevo che lui non sarebbe mai stata la mia persona, ma non l’ho voluto vedere.  Per non vedere ho fatto un figlio con lui. Oggi so che ci sono stata sedici anni, solo perchè c’era mio figlio. L’amore per lui mi ha spostato la visuale, ma sono divenuta negli anni sempre più scontenta e arrabbiata. Sono felice che lui mi abbia lasciato, finalmente posso tentare di viviere la mia vita così come sono!

Maura

Categorie: Lettere ad Atlantide

-Non siamo scomparsi!

Febbraio 14, 2007 · Lascia un Commento

Abbiamo volutamente lasciato per diversi giorni, lettere e segnalazioni in primo piano. Lo abbiamo scelto per non divenire un blog mordi e fuggi.  Il nostro obbiettivo è il contatto con la nostra anima e questo richiede, tempo, lentezza,  consapevolezza, amore… Una pausa di riflessione, per proseguire. Noi vogliamo essere sempre un “cantiere aperto” perchè così è la vita, quella delle pieghe, quella forte, che dà intensità alla giornata. Adesso stiamo ricevendo molte lettere con argomenti  diversi, non vogliamo pubblicare tutto e subito come nei primi mesi, ci prenderemo delle pause per poter selezionare argomenti simili. Le vostre lettere saranno alla fine pubblicate tutte, aspettate con pazienza. Vogliamo mettere le anime solo un pò più vicine…almeno sul nostro blog!

Categorie: Atlantide: Interconnessione dell'anima