Atlantide: la città sommersa

-Cinema: proiezioni all’ARCI BLUE TRAIN

Aprile 11, 2007 · Lascia un Commento

ARCI BLUE TRAIN a Poggibonsi  via Vallepiatta, 18
Rassegna cinematografica dedicata agli “estremismi dell’amore” con i seguenti film in programma:

venerdì 6 aprile, DOLLS di Takeshi Kitano (2002)
venerdì 13 aprile, IN THE MOOD FOR LOVE, di Wong Kar Wai (2000)
ven. 20 aprile, PRIMO AMORE di Matteo Garrone (2004)
ven 27 aprile, MARTHA di R. Werner Fassbinder (1973)
ven. 4 maggio, LE ONDE DEL DESTINO di Lars Von Trier (1996).

Inizio proiezione21,30.
info 339-1684768 347-7907715

Categorie: Gli amici di Atlantide

-Commento ad una ragazza di quarantasei anni

Aprile 11, 2007 · 1 Commento

cara daniela,
anch’io sto vivendo una situazione simile con mia madre e la cosa è molto imbarazzante perchè lei crede di essere giovane ma in realtà è solo 1vecchia decrepita..lei vuole uscire con i miei amici e ci ha provato con il mio fidanzato sta t***a!!!!!e per giunta lui ci è anche statooooooooo!!io ODIO le persone come voi k mi hanno distrutto la vita..da quel giorno sono caduta in un buco nero da cui nn vedo via d’uscita..VERGOGNATEVIIIIIIIII

II!!!!!!!!!!

Francesca

Categorie: Atlantide: Interconnessione dell'anima

-Mio zio Luigi si sta spegnendo…

Aprile 11, 2007 · Lascia un Commento

Mio zio Luigi si sta spengendo:più è lunga la tua vita, più le commozioni, e gli addii, aumentano.Comincio, lo dico a me stesso, ad averne abbastanza. La maschera che ti metti, quella del duro,mostra le prime crepe, e non c’e lifting che tenga.Niente di nuovo sul fronte Occidentale: la vita va, e miete come sempre.
Mio zio vive a Colle.Cioè, Colle di Val d’Elsa,una cittadina in provincia di Siena, dove casualmente, sono nato io. E dove, per i migliori anni della mia fanciullezza, ho trascorso Estati memorabili.Penso che ognuno di noi ricordi, con grande affetto, qualche Estate di vacanza presso i nonni e gli zii.Io, ho questa memoria: via di Spugna, chiusa da due chiesette:S.Agostino,e il suo cinema; piazza Arnolfo; l’Elsa,le sue acque, la sua vegetazione,i tuffi i bagni,e, il campo sportivo, vera Fossa dei Leoni.
Oggi,ora, tutto questo non c’è quasi più.Bilenchi scriveva che Colle fosse un paesone di barrocciai.Vero, anche nonno Anchise portava merceria e attrezzi nelle case coloniche, con il ciuco Marco. Un paesone grigio, con la piccola industria di marmi, e la perla medievale di Colle Alto.
Oggi, non più la stazione ferroviaria, freguentata anche da Mara, la ragazza di Bube: una bella colata di cemento, una strada al posto dei binari. Quasi scomparse le cartiere, una piscina olimpica e, per certo, una moschea… cosa c’entra ,Colle con le moschee? Ma quanti sono gli islamici su una popolazione di circa 15.000 anime? Così vollero il MPS, e l’amministrazione, e più non dimandare…
Non mi passa neanche per l’anticamera del cervello l’idea d’impedire la libertà di culto: non sia mai!Però io ho forse un concetto diverso del significato di parole quali RECIPROCITA’ e RISPETTO: esprimono idee nuove da quelle che conosco io?Comunque una bella rivoluzione vero? Da barrocciai a globalimani, in pochissimi decenni. La mia è una costatazione, amara ,sull’Italia  di oggi: Colle è un piccolo esempio del nostro Paese.Se qualcuno si ripassasse la storia, si dovrebbe ricordare che siamo stati tappeto per troppi.E questo miscuglio , e fatalismo, ci ha portato a tirare a campare. So di essere fuori dalla storiografia ufficiale: sai , gli storici scrivono libri solo per loro stessi,e non vogliono essere contraddetti. Vorrei che qualcuno di quelli che “sanno” mi spiegasse che differenza c’è tra i martiri cristiani e quelli di Allah.
Le invasioni barbariche sono su La7. La nostra paura per lo sconosciuto è atavica, e la mollezza che c’è oggi la moltiplica. Le moschee; l’etnico; l’abbandono dei nostri valori secolari:tutto passa,e tutto diventa trendy,grazie alla nostra ignavia ed a certi tornaconti politici.
Mio zio Gigi se ne va,e importa solo ai familiari. Ha giocato nei biancorossi della Colligiana; ha calcato la fossa dei leoni, un campo sportivo che poteva creare problemi agli ospiti perchè il suo ingresso era una porta tardo-rinascimentale:un mito.
Ora, oggi ,un parcheggio!
Mio zio, da giocatore lo chiamavano”Pan Pepato”, e la dice lunga sul suo carattere e la sua voglia di vivere.
L’ho salutato con un nodo alla gola, e mi sono dato un appuntamento: ci rivedremo,poi, e giocheremo insieme nel vecchio campo, a Colle. Ciao, zio!
Franco

Categorie: Atlantide: Interconnessione dell'anima