Atlantide: la città sommersa

-Dalla solitudine all’essere soli

Aprile 18, 2007 · 3 Commenti

Affrontare l’abbandono, la privazione e il vuoto, che siano piccoli o grandi, significa affrontare la nostra solitudine, confrontarsi con quello spazio interiore in cui ci sentiamo molto soli nell’universo, non protetti, non amati e senza nessuno che si prenda cura di noi. E’ un buco nero nel quale non vogliamo assolutamente entrare. Quando sono immerso nel dolore dell’abbandono non sento la gioia e la libertà di essere solo, almeno non all’inizio. Ho paura e soffro, proprio di quel dolore che ho così astutamente evitato con il mio essere anti-dipendente. Aprirsi all’amore invita il dolore della perdita a entrare. Rimanere chiusi e non dover mai fare l’esperienza di questo dolore è più sicuro, ma allora viviamo senza amore. Fa male in entrambi i casi, ma se attraversiamo il dolore, si risolve; se non lo facciamo si protrae per tutta la vita. Non c’è modo di evitare il dolore dell’amore. Fondamentalmente, abbiamo tutti un profondo desiderio dentro di noi, quello di essere riempiti, di essere completi. Il dolore dell’abbandono e della privazione risveglia semplicemente questo desiderio che noi, normalmente, proiettiamo su un amante. Ciò che ci accade è che ci sentiamo investiti da un intensa pesantezza e oscurità. Quando la nostra ferita dell’abbandono si fa sentire, noi siamo in trincea. Fa male e ogni parte della mente cosciente vuole evitare di sentire il dolore. Finchè non troviamo il coraggio di affrontare questa ferita che ci portiamo fin da piccoli, noi incontreremo, dolore, delusione e frustrazione con rabbia e aspettative. Le nostre relazioni saranno espedienti superficiali che ricropono montagne di risentimento. Non troveremo mai un altro che ci riparerà dalla paura o dal dolore. Una volta che abbiamo ritirato questa proiezione, possiamo realmente condividere con un’altra persona il cammino alla ricerca della verità. Ma fino a quel momento il nostro amato sarà qualcuno su cui proiettiamo le nostre frustrazioni per alleviare il nostro dolore.

Thomas Trobe

Categorie: Atlantide: Interconnessione dell'anima

3 risposte finora ↓

  • anna trinchese // Gennaio 27, 2009 a 10:42 am | Replica

    ho trovato entusiasmante il suo libro,uscire dalla paura.la ringrazio per avarmi dato la possibilità di esplorare le mie ferite interiori,causa di tanta sofferenza.il suo libro è geniale e molto efficace oer esaminare tali profonde e inconsce ferite.grazie dott. trobe

  • anna trinchese // Febbraio 14, 2009 a 3:50 pm | Replica

    se non avessi letto il libro.di thomas trobe non avrei mai capito profondamente le mie coazioni a ripetere che mi hanno amareggiato la vita.lo ringrazio infinitamente.nessuno come lui ha esposto tali problemi con tanta chiarezza.grazie ancora. anna

  • atlantide // Febbraio 28, 2009 a 6:09 pm | Replica

    Carissima Anna, i libri sono uno strumento importante, come a volte lo sono i film, per esempio, come molto spesso lo possono essere le persone, ma sopratutto come noi succhiamo e impariamo e troviamo il coraggio di guardarsi… Un abbraccio

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