Secondo la Genesi “in principio Dio creò il cielo e la terra” con tutto ciò che contengono. L’apice della sua creazione fu il genere umano: “Egli lo creò maschio e femmina” affermando con ciò che il genere umano è insieme maschio e femmina. Il primo capitolo della Genesi ci dà però un’altra versione, che è poi quella conosciuta, sulla crezione dell’uomo: è il racconto del sonno di Adamo e della creazione di Eva da una delle sue costole. La donna cioè è concepita qui come una parte dell’uomo, ricavata dal suo fianco senza che egli se ne accorga. E’ un mito dunque che rappresenta la donna come una parte inconscia dell’uomo, completamente dipendente da lui, senza un proprio spirito vivente e un’anima propria. Questo mito rappresenta un’atteggiamento fondamentale dell’uomo verso la donna. Se il racconto fosse stato riportato da una donna, avremmo avuto una versione della creazioe del tutto differente. Una volta per esempio, in una scuola fu dato un tema del seguente tenore: “Narrate la creazione dell’uomo. Una bambina scrisse: “Dio creò prima Adamo. Poi guardandolo disse: “credo che se mi ci provassi di nuovo potrei far di meglio”. Quindi creò Eva.
Esther Harding

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