Atlantide: la città sommersa

-Una strada sempre scura?

Novembre 3, 2007 · Lascia un Commento

Ho incontrato Atlantide per caso, quando mi sentivo troppo sola e non sapevo con quale amica uscire, perchè le avevo perse quasi tutte. L’ho incontrata in quelle lunghissime domeniche d’estate quando la solitudine faceva da padrona dentro di me, ed io soffrivo come non mi era mai capitato in tutta la mia vita. Essa mi ha costretto ha fare i conti con una me stessa che fin da piccola avevo dovuto mettere a tacere. Tutti quelli che avevo intorno, salvo mio padre che se ne era andato quando avevo appena iniziato ad aprire gli occhi, hanno cercato di darmi ciò che loro ritenevano importante, senza mai chiedere a me direttamente, ed io mi sono abituata fin da piccola a comprendere gli adulti e ad adattarmi a loro. La mia “mente” ha imparato molto presto a trovare giustificazioni ad un cuore dolorante e lo ha messo a tacere per sempre, ma lui non si è mai arreso e all’età di 50 anni mi sono vista scaraventare la mia vita davanti ai miei occhi, senza avere più la possibilità di sfuggirgli. Dove sono arrivata? Sono al punto in cui i pezzi di puzzle di me stessa sono tutti sul tavolo ed io riesco a sedermi davanti a loro, con meno fatica di ieri, provo a distenderli il più possibile, qualcuno lo riconosco… Mentre faccio questo, la vita mi costringe a sapere di che cosa ha bisogno mio figlio adolescente…ed è allora che mi scompare quella fievole luce che con enorme fatica tento di accendere, ed io arranco.

Elisa

Categorie: Lettere ad Atlantide