Ci sono donne e uomini che vivono la vita ed è semplicemente in questo la gioia o il dolore. Ci sono molti altri che non vivono, che arrancano, che si fanno le seghe mentali o che non si pongono nessun problema, ma è solo lo stesso atteggiamento visto da due angolature diverse. La vita è fatta da persone e cose infinite, sta a te vedere quale pezzo ti appartiene e andare incontro alla tua strada qualunque essa sia ed è lì che avrai l’opportunità di viverla con i dolori e con i piaceri. Chi vive la vita sempre depresso o chi sempre scemo sono due facce della stessa medaglia, e non c’entra il sesso.
Omero82
Categorie: Lettere ad Atlantide
Ho letto la lettera di Elisa con molta attenzione, nel tentativo di comprenderne il significato “dietro le righe”, perchè non c’è esattamente una storia raccontata, ma il tentativo di comunicare qualcosa. E’ una donna che si porta dentro dolori profondi e che nell’età in cui avrebbe voluto forse vedere crescere suo figlio con tranquillità, qualcosa o qualcuno le ha imposto una svolta repentina. Credo che la strada che ognuno di noi percorre, sia costellata di “infiniti messaggi” e quando non li prendiamo in considerazione, la vita batte forte finchè non sei costretta a guardare. Spesso sento dire: “io mi conosco”, ed è la frase più errata che una persona può pronunciare. Noi siamo appunto, come un puzzle e nemmeno il giorno dell’ultimo respiro, mettiamo l’ultimo pezzo. La fortuna che pochi hanno, può essere quella di poter vedere e conoscere qualche pezzetto, sentire se fra di loro c’è un incastro, e da questo piccolo passo comprendere se quello che hai messo insieme ti appartiene e desideri cercarne altri. Detto ciò mi preme fare alcune domande alle quali sinceramente non saprei risponde con sicurezza: Siamo tutti così? Uomini e donne? O non siamo solo noi signore a “farsi le s… mentali” come ci accusa il mondo maschile? Ed è giusto vivere così, con questo “fardello” che ci portiamo sempre sopra le spalle? Come se la vita fosse sempre un peso? E chi non sente tutto ciò è perchè non vuole o perchè davvero non c’è altro “sotto il vestito”?
Marica
Categorie: Lettere ad Atlantide