Post da Novembre 2008
Stiamo cercando una famiglia in Toscana per una nostra ragazzina; ecco in estrema sintesi la storia e la situazione di Nicoletta:
ha dieci anni e mezzo ed attualmente è accolta in una nostra casa famiglia (una famiglia affidataria che, con uno specifico contratto di collaborazione con il nostro Comune, può accogliere da tre a cinque bambini -preferibilmente fra 0 e 10 anni di età- per periodi di permanenza brevi e medi e con una metodologia educativa fondata sull’instaurazione di forti legami di tipo genitoriale).
E’ una ragazzina /adulta,/ che ha bisogno di un’accoglienza che le consenta di pian piano di aprirsi ed affezionarsi alla nuova famiglia.
In casa famiglia ha già fatto un percorso molto positivo, dopo un periodo difficile: prima ha vissuto in Romania con la nonna materna e propri fratelli e sorelle in una situazione alloggiativa e di vivibilità molto scarsa.
La sua mamma, quattro anni fa, è arrivata in Italia e successivamente ha portato con sé Nicoletta, affidandone poi la collocazione ad un sacerdote con il quale si era creato un forte rapporto di fiducia e che, oltre alla struttura per donne vittime della tratta nella quale era stata inserita la signora, gestiva una piccola comunità d’accoglienza per bambini.
Tuttavia, per problemi insorti in seguito rispetto a tale struttura, è stato opportuno e necessario predisporre una diversa accoglienza (in Casa Famiglia) per Nicoletta.
La mamma di Nicoletta ora vive e lavora a Montecatini: non è ad oggi in grado in riprendere a vivere con sé la figlia, ma sta recuperando un rapporto importante e positivo con lei.
Stiamo quindi cercando un’accoglienza in una famiglia affidataria o in una casa famiglia, per un tempo presumibilmente lungo ma che consenta a Nicoletta e la sua mamma di incontrarsi più spesso di quello che avviene ora, anche per ovvi motivi logistici.
Associazione starefra
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Carissima Atlantide ci piace leggerti quando scrivi del “personale” . Ci interessano i sentimenti delle persone, ciò che vivono e sentono. Siamo interessate ai tarocchi e a tutto quel mondo infinito che si addentra nel non conosciuto e disconusciuto: l’occulto. Vorremmo capire perchè molte persone sono attratte da tutto ciò. Come mai abbiamo spesso bisogno di qualcuno che ci porti fuori dalla realtà? E questa altra realtà è davvero un invenzione ho esiste un qualcosa che nessuno ha il coraggio di definire? E si può comunque definire ciò che di per se stesso è indefinito?
Alberto e Monica
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Studenti e docenti andrebbero picchiati a sangue. Parola di Francesco Cossiga
di Stefano Corradino

I virus pericolosi andrebbero stroncati sul nascere per non correre il rischio che si diffondano e diventino endemici. Non sappiamo se qualche insidioso parassita abbia colpito Francesco Cossiga inducendolo a rilasciare un’intervista delirante sul quotidiano QN. Ciò che ci preoccupa è che il Cossiga pensiero possa fare proseliti. Citiamo dal Quotidiano Nazionale: ”Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornera’ ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle universita’. Quanto alla possibilita’ di usare la forza pubblica espressa dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, Cossiga ha detto: ”Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell’Interno”, ha continuato. ”In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perche’ pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…”. ”Lasciar fare gli universitari – ha continuato – Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita’, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta”’. ”Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra’ sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri”, ha affermato Cossiga. ”Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pieta’ e mandarli tutti in ospedale – ha continuato – Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta’, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano”. ”Soprattutto i docenti – ha sottolineato – Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si’.
E se qualche esaltato dovesse prendere sul serio quelle che a qualcuno potrebbero suonare come solite e ininfluenti provocazioni? Se qualcuno decidesse di picchiare a sangue uno studente forte di questo avallo preventivo dell’ex capo dello Stato?
Il picconatore non è nuovo a tali esternazioni. E non si tratta solo di “picconate” verbali. Quando era a capo del dicastero degli interni, l’11 marzo del 77 nella zona universitaria di Bologna nel corso di durissimi scontri tra studenti e forze dell’ordine morì il militante di Lotta continua Pierfrancesco Lorusso; pochi mesi dopo, a maggio, in una delle giornate di protesta più infuocate degli studenti, Cossiga rispose mandando veicoli trasporto truppa blindati (M113 ) nella zona universitaria. Morì Giorgiana Masi, studentessa di 19 anni del liceo Pasteur di Monte Mario. A quasi 30 anni di distanza, nel 2005 Cossiga scrisse che Giorgiana Masi probabilmente fu uccisa da “fuoco amico”, “da un proiettile sparato dagli stessi manifestanti”… Allora ci furono reazioni indignate, in primis Marco Pannella.
Ci auguriamo che avvenga lo stesso anche oggi. A meno che Cossiga non smentisca tali dichiarazioni (con la tecnica del premier Berlusconi che esterna per ottenere un effetto per poi negare ciò che chiaramente ha detto) ma probabilmente non lo farà, ci auguriamo che qualcuno abbia la decenza di rispondergli. Magari qualcuno con qualche competenza di legge che ci confermi se le sue affermazioni rasentano “l’istigazione a delinquere”, o “l’eversione dell’ordine democratico”, o “l’attentato alla Costituzione” (reato di cui, non a caso fu chiesto a suo tempo l’impeachment per lo stesso Cossiga).
LEGGI L’INTERVISTA INTEGRALE A FRANCESCO COSSIGA SUL QN
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E QUESTI SAREBBERO I RAGAZZI PERICOLOSI PER IL PAESE?
RIFLESSIONE SULLA PROTESTA PER IL DECRETO GELMINI:
L’occupazione oggi, ha perso la sua funzione di rottura e di protesta efficace e rivoluzionaria contro un sistema scolastico repressivo e autoritario, che aveva nel ‘68. Non ha più efficacia anche nella comunicazione verso l’esterno. La gente non si scuote più se gli studenti fanno occupazione perché ormai è diffuso, in parte anche a ragione, lo stereotipo dello studente che infrange le regole, fannullone, che sciopera tanto per perdere tempo.
L’occupazione, in quanto azione illegale (interruzione di pubblico servizio), presta il fianco alla reazione, diventa una provocazione utile a quelle forze che hanno interesse nel reprimere il movimento studentesco; il governo in particolare sarà ben contento di vedere il crescere di azioni illegali, perché otterrà l’alibi per reprimerle, e per presentarsi ai suoi sostenitori come i salvatori dell’ordine, coloro che ripristinano la legalità nelle scuole, occupate da studenti che usano l’occupazione,illegale come mezzo per stare insieme a fare baldoria.
Mettendoci dalla parte dell’illegalità, rischiamo cioè di fare un grande favore a quelli che possiamo e dobbiamo combattere.
Lo scenario sta diventando preoccupante perché ci sono i comunicati di ieri del governo che parlano di sedare le proteste. Il Presidente Berlusconi ieri ha detto:” E’ una violenza, convocherò oggi pomeriggio, il Ministro dell’interno Maroni, per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell’ordine”. Questo può significare una dura repressione con risvolti giudiziari e quindi con problemi seri per noi e per le nostre famiglie, ma soprattutto per le famiglie dei minorenni che rispondono direttamente delle azioni dei propri figli.
CHE FARE?
La protesta va portata avanti con forme più forti ed efficaci dell’occupazione, forme che rendono la proposta praticabile a quante più persone possibili. L’efficacia di una protesta è direttamente proporzionale alla partecipazione, è inutile una protesta forte e “violenta” ( in senso lato come violenza nei confronti della scuola) di una esigua avanguardia.
Le nostre proposte devono coinvolgere la gente, è qui che deve stare la nostra forza. Se vogliamo difendere la scuola contro il nuovo decreto legge e contro la 133, dobbiamo uscire, dire alla gente perché siamo contrari, non essere contrari e basta. .Dobbiamo conquistaci il loro favore, la loro simpatia, il loro consenso e appoggio, solo così la protesta diventa efficace; solo se anche la gente al di fuori della scuola è contraria ed è con noi, il governo è indotto a riconsiderare le proprie posizioni. Per fare questo dobbiamo essere credibili e seri, nessuno fuori della scuola deve pensare che siamo dei fannulloni che protestano per non studiare. E per dimostrare questo non dobbiamo perdere le lezioni o interrompere la scuola, ma muoverci con intelligenza e serietà, e soprattutto tutti insieme!
Ecco quindi alcune proposte che valorizzino la nostra proposta all’esterno:
Redazione di un comunicato unitario a nome della scuola, che spieghi le ragioni della protesta a tutti i cittadini, da rendere pubblico attraverso giornali, radio e televisioni locali. Preparazione di un certo numero di manifesti da affiggere all’esterno della scuola e in luoghi significativi del paese.
Richiesta al sindaco che il comunicato sia letto nella prossima seduta del consiglio comunale cittadino.
Richiesta al sindaco per effettuare lezioni in piazza, che rendano ancore più evidenti, tramite la testimonianza diretta, le ragioni del disagio e delle proposte degli studenti.
Forme più classiche di volantinaggio e manifestazione con corteo attraverso il paese.
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Abbiamo scelto di pubblicare questo commento perchè quando i sentimenti trasudono così forte da una lettera, noi vogliamo farli conoscere, e perchè chi ha una storia simile, possa raccontarsi. Atlantide
“a rileggere questa lettera mi sembra quasi la mia storia, cioè la storia della mia famiglia, di mia mamma.
ha avuto un po’ gli stessi problemi, ma molti in più.
una volta abbandonati, io mio fratello mia sorella e mia mamma, piccoli innocenti e indifesi, senza casa, senza pane senza letto quasi indirizzati per l’elemosina.
per fortuna na persona c’è, chiamatelo, Dio secondo me, ma potete chiamarlo come volete..
ora ho un pc come vedete, frequento una scuola i miei voti sono massimi, mia mamma ha comprato una casa che sta “pagando con il sangue” come dice lei. Io e i miei fratelli siamo uniti come mai, ho 14 anni, mio fratello 13 e mia sorella 12.
di fila! :P
e questa poca differenza d’età, ci ha aiutato e ci sta aiutando visto che stiamo entrando tutti e tre nella fase adolescenziale.
vivo per la mia famiglia, non potrei vivere senza mia mamma, che è la mia vita!
e comunque le faccio i miei complimenti l’ammiro. perchè non solo con la parola ci si può esprimere ma anche con una lettera stupenda come questa!
ps: solo un particolare, io con mio padre non ho per niente un bel rapporto. i miei fratelli sì.
io ricordo, loro no!”
Smile
Categorie: Atlantide: Interconnessione dell'anima