Atlantide: la città sommersa

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Un rapporto epistolare

Settembre 6, 2008 · 7 Commenti

Carissima, eccomi qui sdraita sul letto dopo una bella dormita,…rintontita. Non so se pensare al nostro corpo come portatore di messaggi, per cui silenzio, immobilità, sensazioni, o se invece è la nostra psiche che produce immobilità per il terrore di lasciare alle spalle tutto e andare verso quello che ci dovrebbe attendere: il futuro, fosse anche per 1 giorno. Ed eccomi ancora una volta insoddisfatta delle mie giornate, ma non xkè mi mancano i soldi, o xkè devo andare al lavoro o per tutte quelle cose che normalmente dico, ma per ciò che lentamente perdo ogni giorno . Sono scogli ai quali aggrapparmi per non procedere nel distacco dal mondo e dalle cose, necessario per proseguire la mia vita, che “io voglio scoprire” prime di lasciare definitivamente questa terra. Ieri sera la mia terapista mi ha nuovamente detto: (fra le tante) I figli non li mettiamo al mondo per noi, ma perchè possono essere capaci di starci per conto loro. E i genitori non devono niente se non dare gli strumenti perchè essi si possano allontarnare da noi, ritornare adulti e capaci di stare nella vita da soli. Difficile far questo, perchè siamo noi che quando diventiamo genitori, non siamo capaci di stare senza loro. Lei mi tocca sempre dei tasti a me sconosciuti e ieri ha preso uno fra i più dolenti: il padre di mio figlio rappresenta tutto ciò che non mi piace della mia vita, delle mie scelte, dei mie pensieri. Gli attaccamenti, le insicurezze, la rabbia, la confusione, la nausea, tutto ciò che non voglio vedere nè sentire, lo rovescio addosso a lui e ne faccio il capro espiatorio. In verità ha ragione lei, quando dice che ognuno ha diritto di essere ciò che vuole e che a noi non deve importare niente. Allora la domanda sorge sponatnea: chi sono io in realtà e che cosa cerco in questo passaggio di vita? Non cosa avrei voluto, ma cosa voglio, ora in questo momento e in questo istante. Bene voglio provare a descrivermi, con te lo voglio fare. Sono una “buona” più di quanto voglio apparire, se abbasso tutte le difese, non c’e persona che mi rimanga inosservata e spesso mi fermo per la paura di dare troppo amore, o troppi sorrisi, o troppe gentilezze. Mi fermo, indosso la corazza e affronto il mondo, in difesa, a volte per non essere troppo “aggredita” dai sentimenti. In realtà la prima a farsi un bella aggressione sono io. Fragile e a volte impaurita da ciò che nella giornata io posso incontrare: dalle malattie, al dolore fisico, alla fatica del “dovere” sempre qualcosa a qualcuno, ma questo qualcuno sono ancora io. Giustiziere e gendarme prima di tutto di me stessa. Io sempre sotto sforzo, per essere sempre okei, altrimenti non si varca la porta. Forte, perchè anche capace di sostenermi e rinventarmi. Capace di alzarmi da dove spesso mi lascio finire. Spiaccicata come una rana nella melma dello stagno, schiacciata dal mio giocattolo rotto. Capace di vedere che la mia semina non era stata un granchè e accettare i pochi frutti, apprezzando molto di più la raccolta, dedicandomi con più amore alla nuova coltivazione. Oggi finalmente sento il bisogno di avere vicino un uomo con il quale “condividere” ciò che la vita ci può ancora riservare, gioie e dolori, ma quelli veri. Quelli che non implicano “oggetti”, ma sentimenti. Per la prima volta nella mia vita inizio a sentire il bisogno senza “costruirmi” il bel progetto delle mie mancate realtà! Ed è una bella scoperta, perchè anche se so che tutto questo che ti sto racontando, lo perdo continuamente e continuamente ricostruisco agganci per allontanarmene, so che per un attimo l’ho sentito, e questo mi permetterà di ricercarlo nuovamente.. Ma passiamo ai fatti realmente accaduti…Intervento odontoiatrico riuscito! Si dice così, termine medico! E’ un intervento su un ponte di tre denti, uno mancante, dove i due di appoggio si sono ammalati e l’osso ritirato. Ricostruzione dell’osso mancante, limazione degli altri fino a divenire semplici monconi, rimesso ponte provvisorio. Lunedì togliere ponte, prendere impronta per nuovi denti, mettere vite su impianto osseo, rimettere ponte provvisorio, a novembre togliere ponte, controllo formazione osso e decisione se facciamo ogni singolo dente o tre insieme, dipende dalla reazione dell’osso e della gengiva. Il tutto per soli 5,000,00 euri!. Mi sa che il prossimo anno ci va il dentista in vacanza! Pazienza! Tanto ci ritorno anch’io lo so!. E adesso a te! Non scappare! Dimmi come prosegui se ce la fai, altrimenti domani telefono. Cosa devi fare, quando hai il prossimo controllo, e se ce la fai ad andare al rinfresco del matrimonio di tua nipote? Ma sopratutto voglio sentire se ti sei ascoltata almeno un pochino in questi giorni. So che se non puoi andare da tua nipote e da tua sorella ti dispiacerà tantissimo e ti sono vicina, però a volte bisogna imparare che non si può essere sempre noi quelle okei! Che lo siano un pochino anche gli altri! E accettare che si può prendere in considerazione il nostro bisogno di “altro” rispetto a ciò che era sempre stato nella nostra vita di ieri. Non sono brava nei consigli? Adesso ti lascio mia carissima amica, sono un pò stanca, ma ritornerò presto, non potrai liberarti di me tanto facilmente!. Metto patate e minestrone al fuoco così posso mangiare frullati come vecchi! Mio figlio è a un compleanno così io posso pensare sola a me stessa… Ti abbraccio forte mia cara amica di viaggio.

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E finamente venne il giorno in cui l’amore di mio figlio non fu più sufficiente!

Settembre 3, 2008 · Lascia un Commento

E’ durato quattro lunghissimi anni il dolore per essere stata tradita e lasciata da mio marito. Quattro anni in cui ho solo pensato a mio figlio, alla mia casa, al mio cane. Una lenta ricostruzione della mia vita non di coppia come ero abituata ormai da molto tempo. Anni in cui l’unica cosa alta era il soffitto della mia casa, che spesso guardavo a pomeriggi interi, mentro cercavo di non morire di dolore. Alti erano i conti da pagare, la biancheria da stirare, ma non il mio morale. Quello stava sempre al di sotto dei miei tacchi! Mio figlo ricopriva ogni vuoto d’amore e la ferita inferta dal padre, teneva a debita distanza tutti gli altri. Ma nella vita degli essere umani sembra che di dolore non si riesca a morire, ma anzi, da un grande dolore può anche esserci una grande rinascita! E poi come diceva sempre mia nonna: morto un Papa, si fa un Papa e un Cardinale! Anche se secondo me bisognerebbe stare molto attenti a che Papa si fà! Così oggi mi ritrovo ad essere una persona molto cambiata, molto diversa dal passato. Ho riconosciuto i miei errori e quegli degli altri, facendoli divenire semplicemente “incontri”. Sono quindi nuovamente pronta. Ma a che cosa? Anche per un nuovo rapporto. Il problema è che quando mi sono guardata intorno ho visto che non erano più pronti loro: gli uomini! Quelli che nelle favole li definiamo, l’altra metà del cielo, i principi azzurri; coloro che con il cavallo bianco dovrebbero portarci fuori da ogni sofferenza per farci felici e contente per tutta la vita! Un tantino vecchia come immagine? Dipenderà dalla mia età non pù giovanissima! Fatto sta che “loro” sembrano essere divenuti tutti…gigolò, o pantofolai. O la pancia o… ehi ragazze sono tutto un muscolo! Tutti presi da se stessi nel tentativo di non mollare il corpo all’età, che è invece inesorabile! Bene! In questi anni mi sono persa proprio dei grandi cambiamenti, non c’è che dire! Non nascondo di aver provato un pò di panico. E se dovessi non incontrare mai più un uomo? Se mi capitasse di non avere più la possibilità di baciare le labbra dell’altra metà? Se dovessi non provare più quel meraviglioso sentimento che chiamano “Amore”? Quello che ti fa scegliere l’abbigliamento giusto per il tuo primo appuntamento? Troppo romantica? Non si può parlare di amore, ma di sesso? Non ci sono più batticuori alla nostra età? E chi l’ha detto? Questa società che corre e che si ammala di malinconia perchè ha perso tutti i tipi di amore? Perchè fa la fila in autostrada per vedere un incidente e non si commuove più difronte alle morti di banbini, donne, vecchi? Questa società che abbandona animali per strada perchè non gli “servono” più? Da chi è partito il “là” perchè tutto divenisse squallido? Dai politici, dalla televisione, o da che altro? Da chi esattamente? E quando è accaduto? E mentre mi faccio queste domande, il mio cane mi guarda, e quando mi chino per accarezzarlo…lui muove la coda così veloce che rischia di perderla…

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- I nostri figli

Maggio 23, 2008 · 2 Commenti

Ci sono donne che subiscono per tutta la vita violenza psicologica da uno di  quei miseri esseri definiti “uomini”. Vivono una vita intera al fianco di mariti che come unico sentimento provano l’indifferenza, e non hanno nessun rispetto nel denigrare l’altra. Spesso questo uomini sono dei pessimi padri e spesso queste donne non riescono a difendere i proprio figli, perchè per far ciò è necessario fare le valigie e mettere fuori di casa questi uomini.

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-Ma l’amore che cos’è?

Maggio 22, 2008 · Lascia un Commento

Rispetto, magia, passione, dedizione, perdita della ragione, batticuore, desiderio, paura, attrazione…ma l’amore che cos’è?

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- Semplicità o semplificazione?

Febbraio 18, 2008 · Lascia un Commento

Che cosa impedisce ad un persona di vivere la vita nella sua semplicità? Perchè esistono persone che cercano sempre di rendere la propria giornata incasinata? Bene io sono una di queste, ma non saprei rspondere a queste due domande. Se la mia giornata si presenta nella più comada routine”, io scalpito e mi invento qualcosa che mi renda il percorso un pò più accidentale. Se mi viene data l’opportunità di vivere in un appartamento normale, ma carino, accogliente, di una grandezza suffciente al numero della mia famiglia, inizio a fantasticare su una possibile ristrutturazione, con il risultato che non ho mai avuto una casa come mi sarebbe piaciuta. Se mi innamoro di una persona che mi ama e che desidera rimanere con me  “tutta la vita”, progettando una “normale famiglia” farò di tutto (dopo un pò di tempo) per trovarmi un’altro, di sicuro molto più stronzo del primo,  chiudendo la porta a chi mi avrebbe sempre adorata. Se poi mi capita di avere una situazione economica stabile abbastanza soddisfacente, farò di sicuro in modo di crearmi qualcosa che mi permetta “sacrifici” nel tentativo di arrivare in fondo al mese. Insomma, dentro di me sembra che non esista opportunità di “pace”. Cosè che mi obbliga a questa continua ricerca di situazioni precarie? Forse l’impossibilità di accettare che la vita possa anche essere “un lungo fiume tranquillo?” Oppure che riesca a sentirmi viva solo nella modalità incerta? O ancora , che la mia storia mi obblighi a scappare sempre da qualcosa, come perenne prigioniera di messaggi genitoriali, senza mai trovare bisogni esclusivi dell mia persona? Insomma, giunta alla soglia dei miei cinquantacinque anni, mi verrà data ancora, l’opportunità di non confondere semplicità con semplificazione?

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