Stiamo partendo per le nostre vacanze, quest’anno per la prima volta a Giugno. Siamo felici perchè realizziamo un nostro progetto: gli Stati Uniti D’america!. Questa nazione piena di fascino perchè “ha tutto e il suo contrario” è questo che la rende: “beautiful”. Un pò meno ci piacciono i suoi presidenti, ma che volete, anche questo fa parte del loro gioco!. Un abbraccio a tutti, ci sentiamo a fine giugno. P.S. In bocca al lupo a tutti i ragazzi e le ragazze che ci hanno scritto preoccupati per l’esame di terza media, tranquilli, raccoglierete ciò che avete coltivato!
Voci categorizzate come ‘Atlantide: Interconnessione dell'anima’
-Ciao, a prestissimo!
Giugno 11, 2008 · Lascia un Commento
Categorie: Atlantide: Interconnessione dell'anima
-Lettera ad un amico
Marzo 21, 2008 · 5 Commenti
Carissimo Amico, sono passati quasi 3 mesi da quando ho ricevuto il tuo messaggio a Natale. Allora la mia risposta fu poco gentile. Forse ero un po’ in collera con te…
Conosci il libro” donne che corrono con i lupi?” Quando ti ho conosciuto era una donna così, poi ho avuto paura di non essere in grado di mantenere “quel ritmo” e impaurita sono scappata. Ciò che ti scrivo non presuppone, né una risposta , né un nuovo inizio di corrispondenza, ma semplicemente il mio desiderio, un mio impellente bisogno di “confessarmi a te”. Ho pensato a lungo, e durante il pensiero che tu occupi spesso e che forse hai sempre occupato, io decido di non scrivere, anzi di non fare gesti di nessun genere e tipo. Allora parlo con il cuore? Parola troppo abusata e spesso insignificante. Niente di tutto ciò, ma semplicemente ciò che “sento”. Dove? Dappertutto, implica il cuore, il cervello, ma non sono esclusi i polmoni per esempio o la pancia ecc… Perché ? Perché è come se qualcosa non si fosse ancora chiusa dentro di me. Come se quel cerchio non si fosse compiuto, ma soprattutto perché ho bisogno di raccontarmi. Un po’ di tempo fa abbiamo iniziato questo “rapporto epistolare”. Sapevo molto bene che cosa mi era accaduto nel momento che ci siamo incontrati, ma la paura è l’eterno sentimento che frega l’umanità ed io non sono stata immune da ciò. Ho avuto l’impressione che qualcosa fosse accaduto per tutti e due, ma evidentemente il proseguo, mi ha fatto comprendere che il vissuto era diverso fra noi. Mentre io sentivo che c’era l’attimo fuggente da poter vivere ed assaporare, forse per te l’attimo fuggente non si era presentato. Inesorabilmente fuori tempo ad ogni nostro incontro…Nella mia vita ho incontrato, passioni anche travolgenti, ho conosciuto l’attrazione fatale, ho desiderato camminare al fianco del padre di mio figlio per tutta la vita, e ci ho provato, ma ho incontrato una sola volta “l’amore” quello con A maiuscola e non l’ho riconosciuto. Tu credi nei bilanci della vita? In genere se ne ha paura. Ultimamente io ne sono quasi attratta, rendendomi conto che il mio cuore reclama nuovamente di essere il protagonista della mia vita.
Tu una volta mi hai detto che i rimpianti bruciano l’anima e non sono meno veri della vita vissuta. Ho dovuto trascorrere 25 anni e passare attraverso un dolore profondo e lacerante per permettermi di sentirli, e nel momento che essi arrivavano mi distruggevano l’anima, ed ogni volta ricomponevo i cocci per non sentire qualcosa di ancora più forte e impossibile da vivere suscitato dallo sguardo che cadeva sul volto di mio figlio, assaporando quel modo unico e irripetibile di chiamarmi “mamma” o con il mio nome, nei suoi meravigliosi momenti goliardici. Quel giorno del nostro ultimo incontro, io ti ho detto che in qualche modo mio figlio apparteneva anche a te. Queste parole mi hanno impressionato, impaurito, come mi può capitare ogni volta che rischio di procurargli dolore, qualcosa che non mi posso permettere. Il dolore che insieme ci siamo dati, appartiene ad una sfera particolare e profonda, dove le nostre anime si toccano per poi separarsi definitivamente. Sono separazioni, rotture, lacerazioni importanti per costruire le nostre nuove vite diversissime e separate. A questo io sono preparata con lui, ma non ad altro. Carissimo Amico, oggi ti scrivo per dirti che so di essere stata amata da te come nessun altro ha saputo fare e so anche che quell’amore con la A maiuscola ti appartiene. Appartiene a quel nostro incontro di tanti anni fa. E so che ci avrebbe permesso di vivere nella quotidianità, mantenendo questo sentimento sopra ad ogni cosa. Sarebbe stata una vita dove camminavamo insieme? Con un affetto profondo?. No, credo che avremmo avuto la capacità di saper vivere l’amore, la passione, perché avrebbe camminato con la nostra vita, ma io non ne sono stata capace. Rimpiango quel figlio o figlia che non abbiamo fatto nascere e che mi lega a te per tutta la vita, indipendentemente da ciò che esisteva ieri, oggi o domani, fra di noi. Non so se tutto ciò io ho diritto a dirtelo e non so neppure se ti interessa o se pure non te ne frega niente. Non so se ciò che io vivo possa essere simile a ciò che vivi tu o seppure siamo distanti anni luce, non so … ma so che era qualcosa che ti dovevo, per chiudere una porta lasciata socchiusa da troppo tempo… Forse non ci sentiremo mai più, forse ricapiterà invece il bisogno di mandare un piccolo messaggio, o forse chissà cos’altro, ma farà parte di un nuovo che può solo prevedere la sublimazione assoluta del nostro sentire nell’attimo in cui il sentire esiste. Saremo capaci o interessati a viverlo se tutto ciò capiterà? Chissà? Tutto dipende da quanto il nostro cuore riuscirà a rimettersi in gioco e dalla nostra capacità ad ascoltarlo…
Un abbraccio da chi si troverà sempre al fianco di uomini come te.
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-Continua il nostro viaggio…
Gennaio 24, 2008 · Lascia un Commento
Non siamo ancora tornati a pieno ritmo. Stiamo ancora esplorando questo spazio sottorraneo che è Atlantide. Non sappiamo ancora quando ne usciremo, Vi preghiamo di attenderci, di avere fiducia, perchè prima o poi noi ritorneremo!
Un abbraccio Atlantide
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- Un lungo viaggio
Gennaio 2, 2008 · Lascia un Commento
Non siamo scomparsi, come qualcuno di voi potrà aver pensato, ma reduci da un lungo viaggio di “apprendimento” non ancora terminato. Scomparsa la motivazione iniziale del nostro blog, ci siamo fermati a riflettere come proseguire. Volevamo dare l’opportunità a donne uomini appartenenti alla generazione di mezza età, di raccontarsi, tessendo una tela di incontri per far emergere il nostro sommerso. Quel discorso interiore, che spesso ci addolora, e a cui nessuno presta più orecchio, per comprendere quali ferite ognuno di noi porta dentro. Non sappiamo se ci siamo riusciti, ma vorremmo fare qualcosa di più. Da dove iniziare? Vogliamo darsi una nuova veste? Oppure partiamo subito dicendovi che ci “siamo assuefatti” a questo strumento, e che una nuova veste non ci può servire. Assuefatti a “colui” che ci permette di comunicare con il mondo intero, ma anche di lasciare tale mondo nell’indifferenza più totale, difronte a qualsiasi evento! Tutto ci passa accanto e tutto ci sfiora, senza che niente ci impregni. La vita ci travolge, e non siamo in grado di fermarsi a guardare. Gli psicanalisti insegnano “ad ascoltarsi” per non deluderci e collezionare piccole morti interiori. Aderire a se stessi, avere il nostro centro di gravità ci fa sopportare meglio l’inferno che ci circonda, ma la consapevolezza di essere un semplice granello di sabbia che non conta più e non fa più parte di una grande progetto nel mondo, ci lascia sempre la bocca un pò amara. Che dire allora? Solo un augurio ci rimane: “Che il 2008 possa vedere questo vecchio e malandato mondo, risorgere dalla acque! Possiamo forse noi piccoli granelli di sabbia, fare qualcosa per questo?
Atlantide
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-Alla donna che corre con i lupi…il mio pensiero
Ottobre 5, 2007 · Lascia un Commento
…fà come ti dico,diventa signora di te stessa, e riserva a te stessa il tempo che finora ti veniva sottratto,o andava perduto.
E’ veramente felice e signore di se stesso solo colui che aspetta l’indomani senza inutili ansie :chi la sera prima ha detto:”Ho vissuto” e si leva al mattino per godersi la nuova giornata come qualcosa in più, come un meritato dolcissimo premio.
Maria
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