Voci categorizzate come ‘Libri e poesie’
Malamore -Concita De Gregorio-Mondadori
“Le donne provano la temperatura del ferro da stiro toccandolo. Brucia, ma non si bruaciano.Respirano forte quando l’ostetrica dice” non urli non è mica la prima”. Imparano a cantare piangendo, a sciare con le ossa rotte. Portano i figli in braccio per giorni in certe traversate del deserto, dei mari sui barconi, delle città a piedi su e giù per gli autobus. …scie luminose, stelle cadenti che illuminanouna grande donamda: cosa ci inducea vivere con la violenza?
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Richard Bach – edizione Bur
Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici? La vera amicizia non è mai schiava del tempo e dello spazio. Un viaggio di apprendimento può portare ovunque e accanto a chi desideriamo.
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Ecco un’altro libro che consiglio di leggere “DONNE CHE CORRONO CON I LUPI” di Clarissa Pinkola Estès
“una lettura affascinante…L’autrice esalta nella donna tutto ciò che è forte, intelligente, indomito.Un tributo all’animo femminile”
Consigliato agli uomini che osano correre con le donne che corrono con i lupi!
Maria
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-Solitudini- Paolo Crepet- Feltrinelli
Una donna che ha avuto molti uomini, senza amarne nessuno, per gli abusi del padre. Un adolescente incapace di relazioni familiari che comunica solo su Internet, e si suicida. Una ragazza anoressica che cerca l’attenzione materna, di una madre perennemente bambina. Una madre che perde una figlia piccola per un cancro e il marito per disperazione.
“Viviamo uno strano paradosso: nessuno può dirsi solo, eppure tutti, in qualche misura, sentiamo, e temiano di esserlo. Mai come oggi godiamo di un’ incredibile abbondanza di strumenti per comunicare, eppure manchiamo dell’essenziale per dire e sentire…”
Storie vere che ti fanno vedere l’essenza della nostra interiorità e rivalutare la tua vita.
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Cecità – Saramago Josè – Einaudi
In una città qualunque, di un Paese qualunque, un automobilista è fermo al semaforo, in attesa del verde, quando si accorge di perdere la vista. All’inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è così. Gli viene diagnosticata una malattia sconosciuta: un “mal bianco” che avvolge le vittime in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l’inizio di un’epidemia che colpisce progressivamente tutta la città e l’intero Paese. I ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbrutimento da chi non è stato ancora contagiato. Tra la violenza e la lotta per la sopravvivenza si inserirà la figura di una donna che, con un gesto d’amore, ridarà speranza all’umanità.
Abilissimo Saramago nel descrivere le miserie in cui finiscono gli uomini a causa della loro cecità.
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