Approvata dalla camera la proposta di legge della lega per le “classi d’inserimento degli immigrati”
Opposizione, sindacati e mondo cattolico insorgono contro la mozione della Lega che introduce nelle scuole italiane “classi d’inserimento” per i figli degli immigrati, ma la novità presentata dal leghista Cota approvata ieri dalla Camera non convince neppure l’ala destra del Pdl. Se Walter Veltroni non esita a definire il provvedimento “intollerabile” e il segretario della Cgil Guglielmo Epifani lo bolla di “inciviltà”, Alessandra Mussolini, presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia ha chiesto un incontro urgente al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, mentre il sindaco di Roma Alemanno chiede “una pausa di riflessione”.
Opposizione sulle barricate. Indignata la reazione del segretario del Pd Walter Veltroni. “Da italiano è intollerabile la mozione che è passata ieri in Parlamento sull’istituzione delle classi differenziali: avremmo tollerato quando eravamo noi gli emigranti che i nostri figli finissero in classi differenziali?”. Parole di fuoco contro l’emendamento leghista approvato dalla maggioranza anche da Pierfelice Zazzera, capogruppo di Italia dei Valori in commissione Cultura alla Camera. “Una mozione umiliante, che soffia forte sul fuoco dell’intolleranza, che non va nella direzione dell’integrazione e dell’inclusione ma crea altri muri, divide, esclude e segrega”, afferma.
Anche il giornale Famiglia Cristiana Spara a zero contro la novità introdotta dalla Lega anche il settimanale cattolico Famiglia Cristiana. Le classi ponte per gli studenti stranieri – sostiene il direttore don Sciortino, in un’intervista al Corsera – complicano l’integrazione e puntano all’espulsione degli immigrati”. Con questi provvedimenti, aggiunge, si costruisce “l’humus in cui nascono continui episodi di intolleranza, violenza e razzismo”.
Lo spettro dell’apartheid. Durissimo pure il commento del segretario della Cgil Guglielmo Epifani, che non esita a evocare lo spettro dell’apartheid. “Una divisione così netta tra bambini che parlano l’italiano e coloro che non lo parlano ancora correttamente richiama gli aspetti bui dell’apartheid”, dice sottolineando come questo atto sia “non solo l’ennesima dimostrazione dell’intolleranza razziale che caratterizza la destra al governo, ma anche la conseguenza della devastazione contenuta nei provvedimenti sulla scuola: i tagli previsti dalla riforma Gelmini determinano, infatti, l’impossibilità di seguire adeguatamente tutti i bambini nelle loro specificità”.
Il valore della scuola pubblica. Parla di emendamento “ridicolo” il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. “Di questo passo – denuncia – arriveremo ad una scuola per i maschi e per le femmine, per il Nord e per il Sud, per i biondi e per i mori. Per i lavoratori la scuola resta il punto cardine del funzionamento dell’uguaglianza. Solo attraverso la scuola pubblica il popolo può formarsi e formare i propri figli”.
La preoccupazione dell’Anci. Preoccupata delle ricadute negative del provvedimento sulle politiche di integrazione anche l’Anci, l’associazione dei comuni italiani. “Introduce per la prima volta nel nostro paese elementi di forte discriminazione nei confronti delle bambine e bambini stranieri”, lamenta Fabio Sturani, sindaco di Ancona e vicepresidente dell’Anci. “In Italia – aggiunge – sono circa 690.000 gli studenti stranieri presenti nelle nostre scuole che rappresentano oltre 190 diverse nazionalità. Nessuno mette in dubbio che per i minori stranieri ci sia necessità di un sostegno scolastico, ma questo si deve aggiungere alla normale programmazione delle attività e soprattutto deve essere inserito in quadro, concreto, di pari opportunità e di sostegno all’integrazione”