Il cosiddetto spirito “materno”

Affrontare il tema posto nella lettera: “si può definire padre”, non è facile, perchè apparentemente si potrebbe pensare che si parla di “un problema banale”. Non vorremmo mai scrivere dietro a categorie prestabilite, ma tentare di farlo sempre con l’anima libera, e a volte, soprattutto a noi donne, ci può capitare di dare per scontato che gli uomini sono così e che nulla si può fare. Proviamo allora, ad andare oltre questo schema e comprendere cosa c’è, appunto: “oltre quell’apparenza banale”.

Partirei dal fatto che la responsabilità più grande, se gli uomini sono un pò così, debba essere imputata proprio a noi donne. A quello che definiamo “spirito materno”, e che ci obbliga a occupare, a volte spazi che non sono di nostra competenza. Il fatto di poter portare dentro di noi un figlio, fin dall’attimo della scelta, ci dà il senso errato del diritto di essere detentrici della giusta educazione, e dell’adeguato accudimento. La gravidanza dà a noi il tempo di confrontarsi con questa nuova dimensione. Un uomo inizia ad essere padre, quando il figlio nasce, è quindi naturale che possa essere un pò frastornato, confuso, e soprattutto impacciato. Questi sentimenti noi li fraintendiamo, e decidiamo di accudire i figli proteggendoli dai padri stessi. Ricordo che un mio amico, quando teneva in braccio la figlia appena nata, se piangeva, la madre accorreva, e lui amava dire facendo il verso della sirena: “arriva il pronto soccorso!”
Se noi mamme lasciassimo ai padri di scoprirsi come possano essere tali, forse riusciremo a fare uomini e donne più responsabili. Ci sono uomini che rimangono immaturi per tutta la vita e non riescono a fare i padri. Sono uomini che fuggono dalle loro stesse contraddizioni, e ci sono donne che si ostinano a non voler vedere questa realtà. Ma se noi mamme continuiamo a proteggere i nostri figli da questi padri, loro non diventeranno mai maturi. Crearsi il nostro spazio, abitua i figli ad avere più rispetto, a rivolgersi anche al padre, a non dividere i genitori in ruoli; e se tutte le loro “richieste ” non saranno esaudite, impareranno che ci sono anche gli altri e questo li aiuterà ad essere meno egocentrici di come li stiamo facendo. Ci sono indubbiamente anche genitori che non rispettano nessun bisogno dei figli, ma quelli che fanno il contrario non sono più educativi. I nostri figli hanno molti più strumenti di quelli che avevamo noi alla nostra età, ma sono molto più fragili. Li proteggiamo da tutte le delusioni e le sofferenze che la vita immancabilmente presenta, e non saranno attrezzati per affrontarli da soli. Allora, non ci possiamo stupire se poi succedono episodi descritti nella lettera, perchè diventeranno uomini incapaci di crescere affettivamente.

Se la nostra amica della lettera avesse semplicemente detto: “Devo andare in ospedale per due tre giorni, tuo figlio sta con te“, il padre non avrebbe potuto dir niente. Si sarebbe organizzato e lo avrebbe accudito. Non come lei avrebbe voluto? Pazienza, a meno che non fosse un poco di buono, il figlio non sarebbe morto per così poco. Questo sarebbe stato il modo per “obbligare” ad essere responsabile anche colui che non lo è. Avrebbe dato l’opportunità al figlio di vedere meglio come è il padre e non è detto che poteva essere solo negativo. Insomma, noi donne, anche quando gli uomini ce le fanne grosse continuiamo a non voler vedere la realtà e ad “aspettarsi” cose che alcune persone non hanno proprio dentro.

Le donne che stanno con questi uomini come sono? Credo che valga la stessa risposta. Quel gesto avrebbe dato l’opportunità a queste donne di rendersi conto che,”nel pacchetto era incluso anche un figlio”.

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One Comment su “Il cosiddetto spirito “materno””


  1. Vivere costa fatica ma…
    Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, I’imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un‘insopportaibile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno (Mohandas Karamchand Gandhi)


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