Una vita piatta?

Sono una ragazza di  34 anni, circa 5 anni fa mi sono separata dal mio primo marito, con il quale stavo dall’età di 14 anni. Non si trattava di tolleranza o accettazione. Dovevamo solo prendere atto che i nostri percorsi di vita erano stati diversi e quindi i bisogni, le esigenze, non ci appartenevano più come coppia. Gli ultimi tempi che vivevo ancora con lui, ho iniziato un rapporto con un uomo sposato e con figli. Sapevo che non avrebbe mai lasciato la moglie. Ho sofferto molto, ma ero innamorata. Nonostante il dolore mi sentivo molto viva. Ho chiuso questo rapporto, perché non mi andava più di vivere nell’ombra, ed ho finalmente trovato un uomo della stessa mia età con il quale mi trovo bene, soprattutto perché è un persona sincera. Viviamo in case separate, ma per quanto mi riguarda potremo condividere l’appartamento senza problemi. Ho un lavoro fisso, è anche abbastanza remunerativo, ma a volte mi sento un po’ depressa. Mi sembra di avere una strada un po’ piatta, come se mi fossi accontentata dell’orizzonte, senza riuscire a sognare oltre. E’ il caso di dire che senza un po’ di dolore la vita non ha sapore? Oppure che non sappiamo godere e vivere il piacere? Il fatto di essere stati cresciuti senza grossi problemi economici ci ha tolto forse qualcosa? I diritti che noi ci siamo trovati senza aver fatto nulla per conquistarli conta nella nostra latente depressione? Sono domande che mi faccio spesso, ma le risposte che mi do non servono per migliorare e mi accontento di ciò che ho.

Paola

Explore posts in the same categories: Lettere ad Atlantide

One Comment su “Una vita piatta?”

  1. gotam Says:

    In te c’è un pò di mia madre, 56 anni separata (rassegnata!) e in solitudine da 25, e un pò della mia compagna, 33 anni separata con un figlio di 5 anni. La separazione è una ferita che non si rimargina con il tempo, ma con l’amore. Mia madre infatti ha ancora la ferita aperta, mentre la mia compagna, dopo soli 2 anni con me, è già sulla buona strada per guarire del tutto. Lei dice sempre che di persone come me non ne esistono, ma io penso di essere semplicemente la persona giusta per lei. Purtroppo mi ha trovato quando era troppo tardi e la ferita si era aperta: Pur amandola devo comunque impostare alcuni momenti terapeutici fini a rimarginare un pò la ferita, anche se magari, che ne so, mi farebbe + piacere andare a mangiarmi un gelato!… Quello che le dico sempre è che tutte dovrebbero avere il suo coraggio, perchè non è mai troppo tardi per guarire. Vale la pena di vivere almeno un giorno veramente felice, anche se dovesse costare tutta una vita di sacrifici per rimarginare la ferita. Altrimenti ci si riduce inevitabilmente come mia madre: GIA’ MORTA.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: