Osa dove non hai mai osato…

Carissima amica, so di poterti scrivere questa lettera senza che io possa sembrarti pazza o presuntuosa..
Oggi finalmente “il tizio” con il quale ho fatto i mie figli, mi ha dato l’opportunità di vedermi l’anima, in modo che io possa proseguire la mia vita, se pur con errori, ma almeno cosciente del perché io non possa far a meno di una certa strada.

Ti racconto brevemente la mia storia, in modo che tu possa comprendere meglio ciò che ti sto chiedendo.
– Qualche anno prima che io nascessi, mio padre ebbe un amante. Con uno stratagemma, riuscì a farla vivere nella sua stessa casa, con mia madre, mia sorella e mio fratello. Quest’ultimo, allora tredicenne, fu colui che li vide in atteggiamento amororo, e che mise al corrente mia madre. Quando ella lo obbligò a confessare, lui diventò furioso e chi ne fece le spese, fu mio fratello. Di lì a poco mio padre, già ammalato, si aggravò, e la “signora” vide bene di abbandonarlo.
La vita gli dette sei mesi di profonda sofferenza, ma nonostante la sua malattia, io sono stata generata proprio in quel periodo. E’ morto poco prima che io nascessi, lasciando mia madre in una situazione economica spaventosa con due figli adolescenti e incinta di me –
Puoi immaginare la sua “felicità” quando sono nata e come io possa essere stata da lei desiderata!. Credo che per molto tempo, fino a che non ho avuto dodici, tredici anni, lei abbia, inconsapevolmente, fatto pagare a me, ciò che mio padre l’aveva obbligata a vivere.
Per molti anni, nessuno mi ha parlato di lui. Ho faticato non poco a comprendere e a cercare la verità di ognuno. Non ho invece avuto coscienza dei danni più profondi, e ho accumulato non pochi errori nella mia vita. Finché, finalmente non ne ho trovato un’altro come lui. La sofferenza che il padre dei miei figli, mi ha provocato è stata esponenziale, proprio per la ripetizione della mia storia. Con lui, sono stata contemporaneamente, moglie, figlia, amante e madre.
Tu capisci che tutto questo va a toccare una spazio dentro me, dove le ferite inferte hanno quella particolarità di lasciare cicatrici così profonde, che si fanno sentire ad ogni “cambio di stagione”.
Tornando alla mia separazione, e a ciò che riguarda entrambe, posso affermare con assoluta certezza, che a questo proposito, io vivo una lucidità e un distacco così profondo, tale da condurla con un senso di giustizia che nessun codice mi rispecchia, ma con il quale io voglio fare i conti.
Mia carissima amica, piega il codice al mio bisogno. Metti in uso cuore e cervello per comprendere, perché capisco che non sia facile.
Sappi, comunque, che tutto ciò che lui farà, io ho strumenti sufficienti per ascoltare, comprendere e filtrare. La rabbia nei suoi confronti, l’ho trasformata in potente energia. Il dolore che lui mi ha procurato, è oggi per me linfa per ciò che nella vita io so e voglio essere. Attraverso questi due sentimenti che lui mi ha obbligato a vivere, io attingo ricchezza per accompagnare me stessa, i miei figli e il loro padre, verso la strada che la vita ha riservato ad ognuno di noi.
Arriverà il giorno in cui lui chiederà scusa, ai suoi figli e lo farà quando l’unica cosa che oggi lo salva, lo abbandonerà: il suo corpo. Quando il tempo per cambiare il corso della propria vita, è terminato.
E’ un lungo cammino, pieno anche di trabocchetti. Sai lui è quel tipo di persona che ama colpirti quando tu volgi lo sguardo, quando l’attimo prima ti ha fatto un sorriso e stretto la mano, è allora che infila il coltello nella piaga. E noi non possiamo sapere quanto la vita gli ha dato per entrare in contatto con la propria coscienza e neppure se ne ha una.
La nostra forza, la nostra determinazione,non ci devono mai abbandonare, perché io voglio raggiungere quel benessere spirituale ed economico di cui i miei figli hanno bisogno e che lui gli può garantire. Non so se arriverà a quest’appuntamento con la consapevolezza del suo comportamento, ma se così non fosse, sarà costretto a “vendere” l’anima al diavolo, per continuare il suo amore adolescenziale.
Comprendi, carissima, che ciò che voglio è un percorso lungo e particolare. E’ un teatro dove ogni attore deve arrivare dentro al proprio personaggio. Ci vogliono molte prove e un occhio molto attento del regista. E necessario quindi, avere chiaro l’obbiettivo e fare un programma, dove ogni volta possiamo verificare per comprendere se gli attori hanno bisogno di aiuto per non perdersi.

Mia cara amica, osa dove non hai mai osato, sempre dentro al rispetto della tua etica professionale. Impara a convivere con questa mia “pratica” per un lungo tempo. Tu non sei capitata a caso nella mia vita ed io neppure, e questo non è dato a tutti.

Ti abbraccio forte, mia carissima, sappi che sarò sempre con te, anche quando la vita ci affiancherà persone diverse per accompagnarle nel loro percorso.

Anonimo

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