Dedicata a Sully…Il gabbiano

– Tutto è inutile, se l’ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in fondo che, in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente. Dice Kublai Kan a Marco Polo.

E Polo: – L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendiamento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

– Le città invisibili – Italo Calvino –

mentre ascoltiamo musica new age:

– Walk on jupiterDreaming – Gomer Edwin Evans

Colui che ci ha fatto incontrare con questo libro, è una persona che come noi, cerca di riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, facendolo durare e dandogli spazio…

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