Elogio dell’ombra

La vecchiaia (è questo il nome che gli altri gli danno)

può essere per noi il tempo più felice.
E’ morto l’animale o quasi è morto.
Vivo tra forme luminose e vaghe
che ancora non son tenebra.

Nella mia vita son sempre state troppe le cose;

Questa penombra è lenta e non fa male;
scorre per un mite pendio
e somiglia all’eterno.
Gli amici miei non hanno volto,
e le donne son quelle che furono in anni lontani,

Dovrebbe impaurirmi tutto questo
e invece è una dolcezza, un ritornare.

convergono le vie che mi han condotto
al mio centro segreto.

Posso infine scordare. Giungo al centro,
alla mia chiave, all’algebra,
al mio specchio.
Presto saprò chi sono.

Jorge Luis Borges

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