– Stare fra…

                   20 novembre 2006 “CITTADINI-BAMBINI”
La famiglia e lo stato riconoscono così i minori?

Molte sono le contraddizioni normative che portano a riflettere sul ruolo di essere e come essere famiglia oggi: molti sono i doveri che sono richiesti dallo Stato alla famiglia.  Per contro gli interventi preventivi di sostegno, ad essa rivolti, appaiono incerti ed insufficienti; spesso sono lasciati alla spontanea iniziativa della società civile e, per questo, si manifestano di minore importanza e poco rappresentativi.

“Stare Fra…” è convinta che garantire un sostegno allargato alla genitorialità naturale, adottiva, ricostruita e affidataria abbia un ruolo di prevenzione nei confronti dei rischi di esclusione sociale dei minori; esclusione oggi in aumento soprattutto nell’età adolescenziale, come testimonia la maggiore richiesta di interventi specialistici della psichiatria e di richiesta d’interventi educativi etc…

Dare sostegno alla genitorialità significa garantire i diritti dei minori,  come quello di vivere in una famiglia che permetta loro di far emergere e potenziare i propri “talenti”, facendo maturare la loro stessa consapevolezza di poterli mettere a disposizione della comunità, la quale si potrà così arricchire di tali risorse umane.

I figli sono persone a tutti gli effetti, dotate di personalità e dignità propria; tutti dobbiamo avere la consapevolezza che sono “cittadini bambini” che, come tali, hanno desideri, bisogni e aspirazioni che appartengono solo ad essi.

Il ruolo dei genitori è quello di accompagnare i figli alla maturità e alla completa autonomia, ciò non significa perderli, ma dar loro l’aiuto necessario per farli crescere in armonia.

In questo ambito di riferimento “Stare Fra…” pensa di promuovere momenti di incontro tra famiglie, dove lo scambio di esperienze permetta la creazione di reti solidali fra di esse; il reciproco sostegno le farà sentire meno sole e potrà rafforzare la consapevolezza di cosa è importante fare per “i figli della comunità”.

Unire percorsi differenti per storia, cultura e opportunità delle diverse famiglie che vivono nella provincia di Siena può rappresentare un valore aggiunto per la società civile, laddove mantenerli separati crea rischio d’esclusione per i minori e le famiglie che vivono difficoltà momentanee, queste, se ripetute nel tempo, generano emarginazione materiale e psicologica.

“Stare Fra…”  segnala “La genesi della tutela giuridica del minore”,  lavoro della socia Greco Rosetta laureata in giurisprudenza.

Si tratta di uno studio di comparazione contemporanea sui diritti del bambino individuo; un rapido sguardo, in ordine cronologico, alle normative più significative che hanno riconosciuto i minori come“soggetti di diritto”, è propedeutico a comprendere il senso di questo studio.

Nel presente articolo non intendiamo elencare in dettaglio la successione delle normative, vogliamo solo evidenziare come, dal nulla legislativo, partendo dal 1924, anno in cui la Società delle Nazioni in assemblea generale formula e approva la dichiarazione di Ginevra sui diritti del fanciullo (si riconosce al fanciullo il diritto a disporre dei mezzi necessari per il suo normale sviluppo), siamo passati, con l’art. 30 della Costituzione italiana (1946), al diritto all’educazione (rappresentata dal dovere imposto ai genitori di mantenimento, istruzione ed educazione dei figli), e siamo infine arrivati, nel 1989, all’approvazione da parte dell’assemblea delle Nazioni Unite della Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia, che ha nei suoi principi l’obiettivo di proteggere i minori dalle violazioni dei diritti loro riconosciuti ed è forse la più completa traduzione giuridica dei bisogni del bambino.

Tra l’altro, in questo percorso normativo, si colloca appunto il 20 novembre 1959, anno in cui l’assemblea generale dell’ONU adottò la risoluzione n.1386, che contiene “la dichiarazione sui diritti del fanciullo”. L’intero documento fa proprio un nuovo criterio “di superiorità degli interessi dei fanciulli ” e della loro protezione, non solo per quanto riguarda gli aspetti materiali, ma anche morali e spirituali.

Il percorso delineato mette in evidenza un cambiamento culturale di notevole rilevanza sociale, nella famiglia sono mutati i confini tra dimensione pubblica e dimensione privata.
“Stare Fra…”  <starefra@eutelia.com>

   
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