-Perchè Stare Fra?

Stare Fra… è nata nell’aprile 2005, da un gruppo di genitori e operatori uniti dall’esperienza d’affido familiare, vissuta in prima persona accanto ai minori che per motivi diversi hanno e vivono l’affido eterofamiliare.
Esperienza che crea legami affettivi importanti per il minore e che continuano oltre il tempo vissuto nella famiglia affidataria.
Il minore può conoscere affettività e formazione dalle quali trarre e attivare risorse altrimenti mai sperimentate nella famiglia biologica la quale è presente anche durante il periodo di affidamento, i legami affettivi esistenti è giusto mantenerli se possibile, quando si accoglie un minore, si accoglie anche la sua storia e chi di questa ne fa parte.
Dai vissuti propri e degli altri genitori, abbiamo tratto motivazione per individuare l’ambiente familiare come un “giardino” luogo privilegiato per rispondere alla tutela dei diritti fondamentali e di sicurezza che ogni minore ha bisogno per crescere e svilupparsi.
Individuiamo l’affido familiare come “BUONA CONSUETUDINE” di una società che accoglie e risponde al bisogno di affetto, di fiducia e di sicurezza a cui ogni minore ha diritto e ancor più se momentaneamente in difficoltà, così immaginiamo l’affido: UNA CONDIZIONE CHE OFFRE MAGGIORI POSSIBILITÀ AI MINORI CHE LO VIVONO.

Nella nostra provincia i genitori non vengono formati e le figure professionali preposte a gestire l’affido non hanno e non possono contare su UNA BANCA DELLA DISPONIBILITÀ, (un numero ampio di famiglie formate e pronte per accogliere affidi giudiziari o affidi consensuali).
Una comunità piccola dove tutti si conoscono favorisce la solidarietà che nasce spontanea fra le persone e ciò, nella nostra Provincia, ha permesso di dare risposte appropriate senza l’intervento dell’istituzioni.
Oggi non è più così o sempre così, penso che l’affido consensuale può rispondere a problemi sociali a rischio di esclusione, problemi nuovi qui, ma già conosciuti e affrontati nelle grandi città dove la solitudine “esclude ed emargina” da tempo.
È importante distinguere l’affido consensuale dall’affido giudiziario, perché sono affidi che seguono strade diverse, anche se per fare “affido” c’è sempre bisogno di famiglie possibilmente formate e consapevoli.
L’affido familiare giudiziario per sua natura è un evento dell’emergenza sociale, con storie drammatiche o comunque molto impegnative, è un evento difficile da gestire e prima di tutto è difficile per il bambino, quasi sempre è vittima di situazioni non dipendenti da lui, anche per la famiglia naturale non è semplice accettare l’allontanamento di un figlio, ciò sottolinea un fallimento o l’incapacità genitoriale o quantomeno, questo, è il sentire culturale diffuso.
L’affido giudiziario ha bisogno di famiglie affidatarie con forti capacità genitoriali, perché di fatto nei momenti più critici, spesso, le famiglie devono contare solo su se stesse, le figure professionali che gestiscono i progetti educativi individuali d’affido, hanno orari di servizio. Per la famiglia non è facile aspettare il proprio turno per essere ascoltati su questioni che impongono di fare scelte di grande responsabilità e molto spesso da fare subito quando il problema si presenta, con eguale immediatezza come facciamo con i figli naturali, ma con responsabilità sociali che coinvolgono anche la famiglia di provenienza.
Per questo è importante sensibilizzare e formare le famiglie anche attraverso le esperienze di chi le ha già vissute, noi siamo esempi reali, possiamo dire che è possibile farcela ad accogliere chi non procreiamo e scoprire insieme a loro ed i nostri figli naturali, di fare percorsi brevi o lunghi ma di profonda ricchezza umana. È sicuramente più possibile “farcela” se possiamo contare su una rete di famiglie organizzate e formate a sostenere e far conoscere queste risorse, scambi etc… ad altre famiglie che per timore di non essere adatte restano nel dubbio se mettersi in gioco o No.
Quindi informare/formare le famiglie per mantenere l’obiettivo principale:
IL DIRITTO DI OGNI BAMBINO A CRESCERE IN UN AMBIENTE CHE GLI PERMETTA DI MANIFESTARSI IN LIBERTÀ, ATTRAVERSO L’ORIGINALE CAPACITÀ DI ESPRIMERSI SCEGLIENDO CANALI EDUCATIVI CHE ASSECONDINO I SUOI TALENTI MIGLIORI E LI TRASFORMINO IN RICCHEZZA PER “LUI” E “L’ALTRO”.
Obbiettivo affrontato già nei primi due incontri, (8 aprile e 21 ottobre 2006), “madri-padri-figli e famiglia, costruzione dei legami affettivi”. (La famiglia “naturale”, adottiva, affidataria e “ricostruita”. Costruzione dei legami intrafamiliari e tra le famiglie. Prospettive per la realizzazione di una “rete” fra famiglie).
Realizzato in collaborazione con: U.O Psicologia USL 7 di Siena. Osservatorio Infanzia Comune di Poggibonsi. U.F. Consultori Zona Val d’Elsa. Momenti di racconto di alcune esperienze familiari, sostenute dalla teoria psicologica del dott. Pierangelo Pedani e la dott.ssa Ilaria Carli.

starefra@eutelia.com

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