-Bastardo dentro…

Mi sono innamorata di un bastardo: per giunta dell’Ariete. Vi insegno a riconoscerlo (per evitarlo).
C’era una volta, in tempi ancora più bui di quelli attuali, una curiosa espressione che suonava pressappoco: “un vero uomo”. Nessuno ne conosceva il significato. Nessuno tranne quella povera cosa disgraziata, cui capitava la mala sorte di essere “la donna di un vero uomo”, che in genere faceva una fine orribile, infilando la testa nel forno in cui veniva incatenata.
Nel frattempo, per tornare a scene più agresti, nel folto più folto dei boschi, un maschio solitario, lancia a pieni polmoni il suo grido di guerra. Picchia sul tam-tam e infila spilloni in una bambolina voodoo. Il tristo e solitario individuo è il maschio dell’Ariete. Perplesso di fronte alla mistica della cura del corpo, disorientato dall’invenzione degli asili nido, e assolutamente sbalordito dall’idea che il sesso possa essere consensuale. L’Ariete ci tiene alla sua mascolinità almeno quanto alla sua virilità (viva e pulsante, per chi fosse interessato a saperlo).
L’Ariete è talmente sciovinista che grufolerebbe nel terreno in cerca di tartufi se sapesse esattamente cosa sono. E’ proprio il tipo d’uomo che vive nella convinzione che chiunque s’abbassi a comprare candele profumate, può essere solo un frocio di cacca.
Nessuna donna dotata di raziocinio, di due pollici opponibili, e di un fondoschiena privo di coda, può sopportare l’idea di trovarsi nello stesso momento e nella stessa stanza con un tipo simile. I pori della pelle di costui sprizzano testosterone con tanta virulenza che non solo ci si sente rizzare i capelli sulla nuca, ma si avverte la crescita accelerata di nuovi peli lungo tutta la spina dorsale.
Se siete così sfortunate da trovarvi da sole con un Ariete, la cosa migliore è provare a sorridergli nella maniera più vuota possibile, facendo di sì con la testa ad intervalli regolari – dato che probabilmente non capirete una sola parola di ciò che vorrà comunicarvi. L’italiano, infatti, è solo la sua seconda lingua: la prima sono i grugniti. E tutto ciò di cui sa grugnire, riguarda la sua preziosa persona, la sua carriera, i suoi successi sportivi e il fatto che tutte quelle stronze di femministe romperebbero meno le palle se lui potesse averle per le mani cinque minuti per una bella scopata. Se avete voglia di sentirvi dire che avete i capelli in disordine, che non sapete guidare e che avreste bisogno di una terapia di gruppo, con l’Ariete andate a colpo sicuro. Ma la cosa buffa è che tutto ciò non comporta la benché minima reciprocità: lo stronzo ipocrita è perfettamente in grado di puntare il dito accusatore sulla cellulite delle vostre cosce senza essere minimamente turbato dalla sua stessa disgustosa flaccidità. E non sopporta di essere battuto in uno stupido gioco di società, l’Ariete prenderà in seria considerazione l’ipotesi del suicidio nel caso voi gli facciate subire un’umiliante sconfitta in una arena pubblica di maggior peso. Quindi vedete di darci un taglio finché siete in tempo. Perché non appena comincerete a totalizzare più popolarità, miglior fortuna e un gioco in borsa più redditizio del suo, probabilmente cercherà di mettervi incinta. Per chiudere voglio essere ottimista, e auguro a tutti i bastardi là fuori di cadere un giorno o l’altro sotto il mirabile fascino della donna giusta, in modo da poter finalmente vedere la luce!

Barbara

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