– Se il governo cade, chi lo rialza?

Se il Governo cade chi lo rialza?
Mi fa sempre sorridere l’immagine di un governo che cade, cosa è un vecchietto che inciampa sullo scalino all’uscita della posta dopo aver ritirato la pensione??!
Ma forse questo è il punto, l’età media della nostra classe politica è la più alta d’Europa, a partire dai premier che si sono succeduti in questi ultimi 10 anni , ai ministri, sottosegretari e a tutto il sottobosco di portaborse e portaincensieri: le due camere sembrano più un centro ricreativo per anziani che le cabine di regia di un Paese.
Sia chiaro niente contro la terza età, ma forse c’è qualcosa nel sistema di avvicendamento delle generazioni politiche che non funziona.
La poltrona piace a molti, restarci piace a tutti. Restarci il più a lungo possibile sembra ormai lo sport nazionale più diffuso dopo il calcio.
Adesso cosa succederà? A destra, come a sinistra le idee, malgrado proclami roboanti, sembrano piuttosto confuse e intanto qua si paga…
Se nel centrodestra si fatica a mettere insieme il concetto di Unità Nazionale con le smanie barbaro-celtiche della Lega di fare il “principato di Bassano del Grappa” nel centrosinistra non si capisce bene quali siano i margini di convergenza tra la sinistra radicale e la Margherita aggrappata alla stola dei vescovi.
Insomma qualcosa non va in questo sistema.
Qualcosa va cambiato, ci sarà il Prodi Bis? Che il professore faccia ambo e stiamo a vedere, tutte le altre alternative pari sono.
Insomma, Prodi, che fai? Ci riProdi?

Buona fortuna Italia!

Maria

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One Comment su “– Se il governo cade, chi lo rialza?”

  1. Fabrizio Says:

    Bella, semplice e diretta l’analisi di Maria. Un’analisi senza bandiere. La condivido.
    Questa deprimente situazione nella quale ci troviamo tutti noi italiani, è fortemente legata ad un male che ci affligge da tempo, mai curato e soprattutto (forse perche’ era troppo sotto gli occhi), mai veramente riconosciuto. Siamo in una situazione simile a quella di un fumatore che dopo un attacco tremendo di tosse si chide, preoccupato: <>…ma lo sa, dentro di se, che sono le sigarette. Ma non lo dice, non lo riconosce.
    Tutti noi, in cuor nostro, sappiamo che il risultato globale che stiamo ottenendo è frutto di gravi difetti comportamentali che in noi italiani perdurano da anni. Addirittura negli ultimi decenni, queste comportamenti malsani sono stati trasformate in assiomi, in regole!! Noi siamo quelli che parlano, parlano, parlano… Parlano per apparire!! Perfino nei casi estremi delle ideologie: un comunismo all’italiana, un fascismo all’italiana, un buonismo condito con salsetta (furbizia) con capperi (clamori) ed olive (cacchine)…all’italiana.
    Esempio: si decide di far partire il federalismo in un momento storico in cui le differenze socio-culturali-economiche-numero abitanti-numero immigrati-etc. tra le regioni (non solo tra il Nord ed il Sud) sono molto acute. Ma se si vuole il federalismo perchè usare le circoscrizioni territoriali delle “regioni” che risalgono a Cesare Augusto? Perchè? Perchè il vero fine è fallire?
    Perchè, dico io, siamo generalmente un popolo di “cut and paste”, un popolo che ad ogni livello ha sublimato l’arte dell’apparire. Anzi, la nostra arte è massimizzare l’apparire, minimizzando il fare. Questa cultura va avanti da anni (io ne ho 44), ed è diffusa a tutti i livelli, in tutti gli starti sociali ed economici, in tutti i cittadini.
    Mi ricordo, circa 38 anni fa, piccolo bimbo, guardavo esterefatto, dalla finestra di un’aula della mia scuola, due lunghi e minacciosi cortei: uno con bandiere nere ed uno con bandiere rosse che si fronteggiavano. All’epoca pensai ma che senso ha? Ma sono stupidi? Ma come è possibile che tutti si atteggiano a persone importanti, a persone che vogliono lasciare un segno nella Storia, a persone che fanno le Rivoluzioni in nome di una bandiera, quando la mia città (Napoli zona centro) è ricoperta da immondizia (1969), proliferano gli scippi, e la mafia-camorra che distribuisce morte (insomma eravamo in “emergenza”)… e questi cretini sventolano bandiere rosse e nere??? In nome di chi??? Di Lenin e del Duce? Ma chi se ne frega!!!! La classe, vecchia, dei politici è, oggi, intrisa di queste cavolate, di bandiere rosse e nere, di comunismo e di origini ariane, è drogata da questa ambientazione culturale da telenovela che i media alimentano e sorreggono scenograficamente.
    La classe, vecchia, dei politici italiani non riesce proprio a capire, insisto, che c’e’ da …”fare”, da realizzare a partire da un “sentire” profondo e diverso. E’ come un malato di depressione che non riesce ad accettare il fatto di essere oggettivamente malato. E quando dico queste cose mi sto rivolgendo a te che leggi ed a me che scrivo, non sto parlando del politico di turno, o del partito XYZ…
    Perchè è cosi che i Prodi si trasformano nei Prodi, i Berlusconi nei Berlusconi, ed ….i Bossi nei…Bossi!!!! Ma Dio ce ne scampi da tutti e tre e dai mile e piu’ che stanno sotto di loro. Dio ci aiuti contro noi stessi.
    La popolazione deve apprendere quel tipo di cultura che in Italia non c’e’ e non c’e’ mai storicamente stata: la cultura del Fare. Ma non del fare i soldi (o più soldi) con un furbo commercio, non l’arte di costruire una bella casetta in una situazione dove niente è bello, non mi riferisco alla quella capacità di reazione animale, nostro pregio e nostra maledizione, citata dal Presidente Napolitano. Noooo! Al contrario….”il” contrario. Parlo di realizzare assieme un bel Paese, con sacrificio!!!!!!!!!!!!!! Di risanare la nostra società!!!!! Di essere consapevoli oltre il nostro tornaconto immediato, oltre il nostro giardino. Di essere rassegnati ma decisi a recuperare. Credo, da ottimista, che per far questo ci vorrebbero (senza compiere errori di governo) circa 50 anni. Si avete capito bene, in molti casi piu’ ddi quanto vi resta da vivere. Dovremmo, dobbiamo, renderci conto che a noi è andata un po’ storta. C’e’ chi è nato nell’età dell’oro e chi nel medioevo. Prima di 50 anni sarà difficile parlare di guarigione.
    Ma possiamo iniziare con una semplice prescrizione “medica” (mia, ma anche vostra miei cari amici “fumatori”):
    “Che i papà italiani smettano, una buona volta, di dire ed insegnare ai loro figli italiani la regola delle 3F: Fatti Furbo, Figlio mio!”

    Fabrizio


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