-La goliardia invece della professionalità

Lavoro in una azienda cooperativa e vorrei riflettere su un atteggiamento non professionale che credo ormai invade un pò tutti i tipi di lavori. Indubbiamente cooperativa non ha oggi il significato che aveva nel passato. Non c’è più quell’atteggiamento di “lavorare tutti molto” per un comun denominatore. L’azienda non viene più percepita come appartenente ad ogni dipendente. Oggi le cooperative rimaste sono essenzialmente medio-grandi, e si devono confrontare con un mercato difficile, quindi una gestione da “socialismo reale decaduto” sarebbe fatale per l’azienda stessa. Ciò però che mi preme precisare è quello che si è sostituito a quel modo di essere “tutti uguali”, di darsi tutti del tu dal direttore al centralinista, senza nulla togliere a quest’ultimo. Penso che invece di una professionalità necessaria, invece di far nascere da questa differenza con le aziende private, modi innovativi che esaltavano le capacità di tutti i lavoratori e il rispetto di tutti i ruoli, si sia passati ad una dirigenza “casareccia”, poco capace professionalmente e con un atteggiamento “goliardico e padronale” nei confronti dei collaboratori. Ritengo che gestire così, questo tipo di imprese, sia poco efficiente e non serva a renderle più competitive. L’età media dei lavoratori aumenterà, e se non si ha la capacità, attraverso l’organizzazione del lavoro, di tornare a far sentire il lavoro come qualcosa di più importante del semplice luogo dove siamo costretti ad andare per un pugno di euro, ne risentirà il modo di produrre e la nostra economia. Sono convinto che l’atteggiamento di “rigidità” che ha oggi la classe imprenditoriale in Italia, e quello del sindacato di difendere (ammesso che ci riesca) solo i già garantiti, sia perdente per stare nel mercato mondiale.

Davide

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One Comment su “-La goliardia invece della professionalità”

  1. marcomkc Says:

    Concordo pienamente con la tua analisi Davide.
    Purtroppo è stato svuotato dall’interno il significato di cooperazione e pedissequamente si è accettato un modello che sicuramente è già superato ma che fa fatica nel vecchio continente a scomparire.
    Basta dare uno sguardo oltreoceano per scoprire che l’esaltazione dell’individuo all’interno di una struttura, indipendentemente dal suo ruolo, già avviene nelle aziende considerate vincenti anche dal mercato.
    Il problema è sempre e solo quello dei diritti acquisiti e dell’incapacità degli esseri umani di mettersi in discussione.
    Il tuo sfogo però coglie nel segno.
    Un caro saluto.
    Marco


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