-Le tre utopie

La contraccezione è arrivata troppo tardi e troppo presto insieme. Oggi comunque ogni donna e ogni uomo se la trova nella propria vita sessuale, e ci deve fare i conti. Quali? Tanti e pesantissimi. Nessuno di noi lo sapeva quando Pinkus sperimentò la pillola, negli anni cinquanta, su 5.000 donne portoricane; e nemmeno quando ogni donna si mise a ingoiare pillole ogni giorno, o a destreggiarsi fra IUD, diaframma e i metodi cosiddetti naturali. Finalmente non più gravidanze indesiderate, non più aborti, ma sesso libero! Le donne denunciavano frigidità e gli uomini eiculazione precoce, tutta colpa della paura di fare bambini inopportuni. Tolta quella, il sesso sarebbe stato un gioioso balletto verso la felicità, un’armoniosa fusione di due corpi e di due anime innamorate. Il sesso era lì, a portata di mano. I ragazzi e le ragazze appena puberi non avevano ragione di dire no. Marito e moglie nel loro letto coniugale, perchè avrebbero dovuto rinunciare a godere del loro  lecito amore? E se si fossero affacciati amori illeciti, al di fuori della coppia, perchè lasciarli perdere, carichi com’erano di promesse di felicità? Per godere però di tanto bendidìo, occorreva togliere via quelle croste di repressione che ancora impedivano un libero uso del sesso: il senso del peccato. Fu allora che nacquero le grandi utopie: educazione sessuale, terapia di coppia, matrimonio aperto…

Anna Del Bo Boffino

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