-Lettera alla sorella di mio figlio…

Carissima…, ho preso tante volte la penna in mano per scriverti, ma poi tutto rimaneva dentro il mio cuore. Un po’ per i miei sensi di colpa, un po’ per non sentirmi autorizzata ad intromettermi nuovamente nella tua vita. I sensi di colpa provenivano dal non essere stata capace di custodire l’amore che provai per te fin dal nostro primo incontro. So che cosa sta succedendo per bocca di mio figlio. Non volergliene per questa “condivisione” con sua madre, lui è ancora un adolescente. Aveva bisogno di condividere un dolore e chi meglio di sua madre, poteva sostenerlo in quel momento? Con quel gesto, non ti ha voluto tradire, credimi, tu sei per lui la persona più importante al mondo, ed io ne sono felice, perché è ciò che ho cercato di dargli. L’amore che non riuscivo a dare in ogni mio gesto quotidiano, tenendolo dentro di me, ha permesso a tuo fratello di percepirlo e apprenderlo. Guardando a questo ho potuto scrutare la mia anima anche là dove c’era la mia “melma”.
Oggi finalmente io posso scriverti per dirti di proseguire la tua strada e cercare quello spazio che ogni padre o madre deve avere, che riguarda i figli, e che non può mai essere dimenticato, ed è il limite oltre il quale non si può andare con la nostra vita. Quello spazio, presuppone una grande capacità di amare e di rispettare, una grande profondità nel vivere la vita e dove spesso come genitori, oltre l’amore, incontriamo anche dolore e solitudine. E’ quando siamo ancora figli, che abbiamo l’opportunità di “coltivare” quel “deserto” lasciatoci spesso in eredità, ma se non abbiamo la fortuna di incontrare qualcuno che con amore ci faccia vedere la differenza fra un deserto con un’oasi e uno senza, è un’opportunità non compresa. Tuo padre è una vittima di questo incontro non avvenuto. Quando ci prepariamo alla separazione da loro, ci viene data questa possibilità, quella di coltivare la nostra vita in un modo solo nostro. Ecco perché sono al vostro fianco, perché possiate sceglierla e separarvi da noi guardandoci per ciò che siamo: degli adulti incapaci di crescere e di amare i nostri figli come essi avrebbero bisogno. Voi potete essere altro.
In questi anni ho sofferto molto e tutt’oggi continuo a provare il dolore della vita, ma quel dolore fa parte dei sentimenti come l’amore, e alla mia età è necessario che ci sia. E’ proprio questo che oggi mi permette di lasciarmi andare all’amore che provo per gli altri. Una volta un’amica mi ha detto: “sii per tuo figlio una poltrona di fiori”, ecco quella poltrona è a tre posti, uno è per te.

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