Lettera a mio figlio

Poche volte mi è capitato di scriverti, perchè preferisco parlarti, guardando il tuo volto per me bellissimo, ma leggendo altre, ho sentito questo desiderio. La nostra storia è simile a molte, siamo sempre stati in buona compagnia tu lo sai bene. Nella tua classe su 25 ragazzi, 10 hanno genitori separati. Non è certo un capolavoro, ma non è neppure silenzio o vergogna, forse è divenuto: “troppa normalità”. Per quanto ci riguarda, dopo ormai tre anni, possiamo dire che ce la siamo “cavata”! Con il tempo hai dovuto renderti conto che tuo padre affettivamente è un pò assente, ma attraverso la legge siamo comunque riusciti ad obbligarlo a vederti spesso, cosa che non avrebbe voluto. Sempre attraverso di essa e alla nostra tenacia lo obblighiamo ad occuparsi ogni tanto della scuola e del tuo hobby: il calcio. Finanziariamente ci avrebbe voluto lasciare nella “cacca”, (scusa il termine) ma non gli è riuscito benissimo neppure questo. E’ vero che non ti compra mai neppure “un capo di spillo”, come si usa dire, ma obbligandolo qualcosa riuscimo a ottenere! Ecc..ecc.. Le cose sarebbe molte, ma tu le sai, le conosci. Tutto ciò ti ha reso più reale del re, ma non ti ha mai fatto perdere i tuoi sogni. Ti ha insegnato a non aspettarti niente dagli altri, anche se questi sono i tuoi genitori, ma non hai mai perso il desiderio di coltivare l’amicizia e l’amore. Ancora oggi non sei in grado di dire a lui ciò che pensi e senti, e sempre adegui la tua vita ai suoi bisogni, ma lo fai perchè ti è ancora necessario del tempo per avere il coraggio di dire e questo ti permette di star bene, nella certezza che quel coraggio un giorno arriverà. Ecco, ti stai avvicinando al culmine della tua adolescenza con tutto questo bagaglio, e i valori che vedo nel tuo sguardo e nelle tue parole, mi danno la tranquillità di poter affrontare tutto ciò che ci può capitare insieme o singolarmente, e questo credimi, è per me il più bel regalo che tuo padre mi poteva fare.

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4 commenti su “Lettera a mio figlio”

  1. Mary Says:

    Ciao, donna che corre coi lupi… anche tu sei un riflesso di quelle tante donne che si piegano agli eventi della vita ma non si spezza… non si è spezzata quando il vento ha soffiato forte e non vuole spezzarsi mai… ti ammiro…ci vuole coraggio ad andare avanti col peso di questo rifiuto da parte di un uomo che si è amato… ti è capitato di incontrare uno di quegli uomini che al posto del cuore hanno un macigno e che non si arrendono alle loro responsabilità…ma io ti assicuro che esistono al contrario anche uomini a cui è negato il diritto di essere padri, che vorrebbero essere presenti nella vita di figli che vengono loro messi contro… ognuno vive la propria esperienza e purtroppo il proprio dramma… la gente sta diventando sempre più cattiva… e soprattutto tra uomini e donne la comunicazione sta diventando una chimera inarrivabile!!!

  2. michelangelomerisi Says:

    Non hai scritto il tuo nome, ma non importa, in fondo il tuo nome è come quello di tante altre donne. La tua storia, è come quella di tante altre donne; anche il tuo ex marito è come tanti altri uomini. Chissà se lui leggerà mai ciò che hai scritto, gli farebbe bene. Non è importatante la colpa di chi, di come, il perchè, importante è che c’è un figlio. Quello, solo in quello è il segreto della felicità. Una donna riesce a sentirsi tale, fino in fondo, solo quando partrorisce, perchè questa è la vera essenza della sua vita. Per l’uomo è diverso, egli non è uomo, fino in fondo, finchè non arriva il giorno in cui riuscirà ad ascoltare i propri figli. Quel giorno i figli parleranno, parleranno di giochi mai fatti, parleranno di promesse non mantenute, di dolci parole mai dette, e ci vomiteranno non più latte ma rabbia. Quel giorno io l’ho vissuto. E’ bastato un’attimo per capire ciò che non avevo capito per anni, per vedere le cose che pure erano così chiare, per accettare di essere giudicato. Ho chiesto scusa. Ora mi sento più uomo.
    Grazie a quella mamma e donna meravigliosa, che amo, per avermi aiutato, grazie a te per la splendida lettera, grazie a mio figlio per aver trovato il coraggio di crescere.

  3. max Says:

    ma attraverso la legge siamo comunque riusciti ad obbligarlo a vederti spesso, cosa che non avrebbe voluto

    se mi posso permettere, secondo me queste due frasi poteva risparmiarsele e risparmiargliele
    mi scusi se mi sono permesso

  4. atlantide Says:

    Rispondiamo noi di Atlantide al posto di quella “donna che corre con i lupi”. Probabilmente ella è già “oltre”. Caro max Lei si può permettere, viviamo in un paese democratico e le parole possono volare. Le porgiamo una domanda però: come ha fatto a non comprendere l’amara ironia di questa frase e di altre che ci sono in quella lettera? Come ha fatto a non comprendere che quella lettera quel figlio non la leggerà mai perchè non saprà mai chi l’ha scritta? Lei si può permettere tutto, ma è lei che ha perso la profondità di ciò che possono essere certe donne.


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