– Il padre di mio figlio

Il padre di mio figlio, nonchè il mio ex compagno, è direttore generale di un azienda privata di distribuzione alimentare, menbro della Deputazione del Monte dei Paschi di Siena, membro della segreteria della Confesercenti Provinciale di una nota e piacevole cittadina Toscana, e altre cariche che attualmente non conosco più perfettamente. Per ognuno degli incarichi che egli ha, “incassa” gettoni di presenza. Sicuramente paga anche le tasse. La paghetta che egli dà al figlio sedicenne, (obbligato dalla separazione, altrimenti si sarebbe guardato bene dal farlo) sono 6o euro mesili. Per il suo compleanno il figlio le ha chiesto come regalo un paio di jeans, il magnanimo padre le ha dato ben 150 euro, incredibile ma vero, precisando però che lui non aveva così tanti soldi da poter “elargire” jeans così spesso (due volte forse in 5 anni?) e che comunque la paghetta per quel mese sarebbe arrivata la prossima volta che si sarebbero visti, in pratica circa 15 gg dopo, esattamente il mese successivo a quello che gli doveva. Arrivati a Gennaio 2008 nel mensile che egli deve dare per il mantenimento del figlio, non c’era l’aumento del dato istat, attendeva i dati! Finalmente con Marzo arrivato l’aumento! Ben 15 euro! Contro i 23,96 che ci spettavano. Gli altri, coloro i quali non vogliono vedere come esso sia veramente, lo ritengono un padre molto generoso e bravo. Non parlo della mia opinione che potrebbe essere di parte, ma di quella di nostro figlio, il quale non ha nessuna stima del padre, e cerca di vederlo il meno possibile per non soffrire della sua totale mancanza di affetto e presenza. Egli si è dimesso da padre, senza domandarsi mai quali conseguenze produce su suo figlio adoloscente, questo tipo di scelta. Voglio concludere con una domanda: con quale diritto un padre decide che ad un certo punto della vita non è più tale e lascia l’altra persona completamente da sola a fare il genitore? Qualcuno mi potrebbe rispondere, bè però almeno i soldi li dà. Vero c’è di peggio, ma solo perchè la legge non gli permetteva altro, e vi assicuro che ha lottato (e continua a farlo) per ogni piccolo centesimo, come dimostra l’aumento istat. P.S. Egli, il padre, è un uomo che appartiene ad un partito politico, ed è impegnato nel “cambiamento” di questa nostra Italia, non è magnifico?! E sapete che farebbe se leggesse tale lettera? Telefonerebbe al figlio chiedendogli se è vero che lui non lo stima e che non sta bene con lui. Pensate che un ragazzino di sedici anni riuscirebbe a rispondere quello che vorrebbe davvero? Vi sbagliate perchè essi i figli riescono solo a compiacere per non sentirsi tirare dentro ad un gioco al massacro. Atteggiamento giusto e salutare e vanno solo protetti nell’attesa che i loro anni passino dandogli l’opportunità di crescere più sani possibile e che possano scrollarsi di dosso genitori così pesanti. (Se scrivo è perchè sono certa che lui non leggerà mai)

Una mamma

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