Un convegno dell’associazione STAREFRA

L’affidamento familiare è l’accoglienza temporanea nella propria casa e nella propria vita di un minore in difficoltà, con l’obbiettivo di accompagnarlo in quel momento particolare della sua vita. Saper amare un bambino che non “ci appartiene”, aiutarlo  sapendo che prima o poi si dovrà separare da noi e ritornare nella sua famiglia di origine è ciò che sta facendo l’associazione STAREFRA, insieme agli operatori competenti e alle istituzioni. Un supporto nato da alcuni genitori che avendo fatto questa esperienza, hanno sentito l’esigenza di costruire momenti di confronto e di aiuto reciproco. L’associazione, nata nel 2005, è cresciuta nel suo interesse ed ha spaziato oltre se stessa, in un confronto sempre più costruttivo con le istituzioni, con l’obbiettivo di costruire un progetto all’interno del quale ogni soggetto trovava il giusto spazio. Nel convegno tenutosi questa sera, hanno partecipato genitori che vivono tali esperienze e persone desiderosi di portare il loro contributo per costruire momenti di incontro e di sensibilizzazione sulla famiglia intesa come nucleo primario di affettività e educazione. Prossima scadenza novembre, dove l’associazione cercherà di mettere a punto un programma di inziative esterne.
Abbiamo partecipato all’iniziativa con la curiosità di conoscere i progetti dell’associazione, pensando all’affido come a qualcosa di molto difficile e complicato, ci siamo accorti che l’amore non è mai difficile e complicato. Amare tuo figlio è qualcosa di scontato per noi genitori “normali”. perchè “naturale”, finché non entri in rapporto con chi ha deciso che l’amore poteva comprendere anche coloro che non erano stato fortunati come i tuoi figli, è allora che  scopri un amore ancora più grande. Nell’affidamento tu doni interamente la tua anima, il tuo corpo, il tuo tempo, a qualcuno che ha un bisogno vitale, e lì decidi che per questo bambino sarai il porto sicuro, il faro, che illumina una strada perché quel bambino ci possa camminare, e voi lo guardarete da lontano, perché cada il meno possibile, perché nella caduta sappia rialzarsi e riprovare a camminare, perché sarete capaci di lasciarlo andare quando egli avrà bisogno di andare. Non è forse questo il modo migliore di amare i figli? Spesso diamo ai nostri figli naturali la sensazione che essi abbiano sempre “le spalle coperte”, gli altri sanno bene che possiamo essere solo una rete momentanea di protezione per non perdersi definitivamente e ci provano insieme a noi. Non è forse questo un amore più sano di quello che a volte diamo ai nostri figli naturali? Questo modo di amare ci sembra che sia uno scambio così forte di amore da non sapere se l’amore che diamo a questi bambini, sia più grande di quello che loro rendono…
L’amore va cercato e  vissuto,  serve per sentirsi vivi., perché la vita non è nulla senza amore…

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3 commenti su “Un convegno dell’associazione STAREFRA”

  1. milena Says:

    Ho partecipato al convegno e ne sono felice: le testimonianze degli esperti e di coloro che hanno vissuto e vivono le esperienze di affido sono un esempio sfolgorante dell’esistenza negli individui di un amore che è più grande di quello che un’anima può immaginare di poter contenere. La sola percezione dell’immensità di tale amore non può non contagiare, penetrare e trascinare.
    E così l’interrogativo su quello che posso fare io, su quale può essere il mio contributo riaffiora spesso nel corso delle giornate.
    Partecipare al prossimo incontro quindi rappresenta il mio primo impegno insieme a quello di diffonderne i contenuti.
    A presto. Milena

  2. Catia Bassi Says:

    Voglio ringraziare Atlantide per questo commento così favorevole su “Stare Fra …” ed i nostri progetti.
    Leggendolo ho apprezzato il suo punto di vista, molto ricco di descrizioni sull’amore che i genitori affidatari donano e ricevono dai bambini che accolgono.
    Pur riconoscendomi in questo, sento la necessità di togliermi un po’ di qualità che mi mettono in imbarazzo, si, perché vivendo certe esperienze capita di non sentirsi così buoni.
    Nell’atto educativo dei genitori passa anche la fermezza che può apparire rigida in qualche momento, del resto tutti i genitori sanno quanto è diventato difficile dire “NO!”.
    Mi fermo su questo “NO!” per invitare giovedì 6 novembre, alle ore 21, in via Trento 90, a Poggibonsi, i genitori che avranno voglia di partecipare e riflettere su come si vive la genitorialità oggi. Prepareremo insieme un percorso di incontri di auto aiuto per genitori. Ruolo messo sempre di più e da più punti di vista, in discussione fino a farlo sentire “inutile”.
    Io non credo sia così! e voi?

  3. atlantide Says:

    Carissima Catia, magari dicessimo di più ai nostri figli naturali I NO! Dire NO è complicato, difficile, ma importante. Ne hanno bisogno per crescere “sani e robusti” come veniva detto una volta. I nostri figli sono spesso fragili proprio per i NO che non hanno avuto. Noi li obblighiamo a sopravvivere discretamente, ma vivere la vita e ben altra cosa, quindi, tutto ciò che con il nostro blog potrà fare, lo faremo, e speriamo che il vostro grande progetto “invada” più genitori possibili.


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