Sulla nave dei disperati: «I nostri tre giorni d’inferno»”: LA REPUBBLICA

Un reportage di Francesco Viviano che è stato sulla barca maledetta e racconta quel che ha visto sulla nave: il cadavere di una giovanissima donna incinta abbandonato per 5 giorni, i 145 immigrati accolti dalla Pinar e poi rimasti intrappolati a causa dei veti incrociati di Malta e Italia. Soltanto a tarda sera alla nave è stato consentito di attraccare. «A bordo, uomini e donne sfiniti, ammalati, ustionati, che non avevano neanche la forza di parlare. Disperati: quasi tutti raccolti a prua della nave, ammassati come carne da macello» “Alla fine il governo dà l’ok allo sbarco in Italia  «È emergenza umanitaria»”. Frattini e Maroni hanno deciso di accogliere la nave turca che aveva salvato i migranti. Una decisione esclusivamente umanitaria dicono, da non intendersi come «un riconoscimento delle ragioni addotte da Malta». Domani Maroni presenterà un dossier alla Ue affinché intervenga per trovare una soluzione politica in sede europea.

Non vogliamo fare commenti, perchè l’episodio parla per noi, possiamo dire soltanto che meno male che esistono ancora “i guerrieri della luce”. Il comandante della Pinar è uno di questi, gli altri, fantocci eletti da un popolo che non vuole più essere il protagonista della propria storia e “delega” la propria vita a chi non ne ha rispetto.

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