Archive for the ‘Appunti sui Polsini’ category

Amo di me…

Maggio 28, 2012

Amo di me la calma, la stabilità la tenerezza che arriva dal mio cuore. La gioia di essere nel mondo. La capacità di farcela in ogni situazione. La capacità di cadere, ma anche di sapermi rialzare. Amo sapere che non mi interessa essere perfetta, che sono felice di essere imperfetta. Amo quel sentimento nuovo, conosciuto da poco, che mi fa essere anche fragile e desiderosa di essere aiutata. Amo poter ringraziare e salutare il giorno che mi arriva. Amo riuscire ad accoglierlo. Amo avere la capacità di strutturare il tempo con dolcezza e senza rigidità.

Ocea

Non ci resta che… andare a letto!!!

ottobre 10, 2010

Marito e moglie stanno guardando la tv quando lei dice "Sono stanca, è tardi, penso che andrò a letto".
Va in cucina e prepara i panini per l'indomani. Sistema le tazza per la colazione, estrae la carne dal freezer per la cena del giorno dopo, controlla la scatola dei cereali, riempie la zuccheriera, mette cucchiai e piattini sulla tavola per la mattina successiva. Poi mette i vestiti bagnati nell'asciugatore, i panni nella lavatrice, stira una maglia e sistema un bottone, prende i giochi lasciati sul tavolo, mette in carica il telefono, ripone l'elenco telefonico e da' l'acqua alle piantine. Sbadiglia, si stira e mentre va verso la camera da letto, si ferma allo scrittoio per una nota alla maestra, conta i soldi per la gita, tira fuori un libro da sotto la sedia e aggiunge tre cose alle lista delle cose urgenti da fare. Firma un biglietto d'auguri per un'amica, ci scrive l'indirizzo e scrive una nota per il salumiere e mette tutto vicino alla propria roba. Va in bagno, lava la faccia, i denti, mette la crema antirughe, lava le mani, controlla le unghie e mette a posto l'asciugamano. "Pensavo stessi andando a letto" commenta il marito. "Ci sto andando", dice lei. Mette un po' d'acqua nella ciotola del cane mette fuori il gatto, chiude a chiave le porte e accende la luce fuori. Da' un'occhiata ai bimbi, raccoglie una maglia, butta i calzini nella cesta e parla con uno di loro che sta ancora facendo i compiti. Finalmente è nella sua stanza. Tira fuori i vestiti e scarpe per l'indomani , mette la vestaglia, programma la sveglia e finalmente si sdraia sul letto. In quel momento, il marito spegne la tv e annuncia: "Vado a letto". Va in bagno, fa la pipì, si gratta il sedere e mentre dà un'occhiata allo specchio pensa: "Che PALLE, domani devo fare la barba"..... e senza altri pensieri va a dormire. Niente di strano, non vi pare? Ora chiedetevi perché le donne vivono più a lungo! Perché sono fatte per i percorsi lunghi e non possono morire perchè prima hanno molte cose da fare.

Il tempo non attende…

ottobre 10, 2010

Per scoprire il valore di un anno chiedilo ad uno studente che è stato bocciato all’esame finale.
Per scoprire il valore di un mese, chiedilo ad una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto.
Per scoprire il valore di una settimana, chiedilo all’editore di una rivista settimanale.
Per scoprire il valore di un’ora, chiedilo agli innamorati che stanno aspettando di vedersi.
Per scoprire il valore di un minuto, chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l’aereo.
Per scoprire il valore di un secondo, chiedilo a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente.
Per scoprire il valore di un millisecondo, chiedilo ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d’argento.

Sono cieco aiutatemi…

ottobre 10, 2010

Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: «Sono cieco, aiutatemi per favore». Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso  al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un’altra frase. Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e
notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo e gli domandò se era stato
lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato. Il pubblicitario rispose: “Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo”.Sorrise e se ne andò. Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi
era scritto: «Oggi è primavera e io non posso vederla».

Che il mondo vada dove vuole…

marzo 21, 2010

Carissima amica, finalmente un pò di tempo per risponderti, anch’io presa molto dal lavoro per andare avanti e proseguire, in questi anni bui da tutti i punti di vista. Non avrei mai pensato di vivere momenti così poveri culturalmente e umanamente, pensavo ingenuamente che le nostre conquiste non avrebbe retrocesso, invece… Peccato per le generazioni future e per il nostro bel paese, ha perso tutto ciò che le donne per prime le avevano regalato. Io sto come al solito lavorando moltissimo per portare mio figlio alla maturità, dopodichè lo consegnerò a se stesso e al padre, prendendomi finalmente il mio spazio e se pur meno “ricca”, ma anche meno affaticata e questo mi piace di più. Intanto cerco di stare alla larga da quegli uomini e donne che si defniscono “politici”, lontano da tutto quell’impalcatura che con il tempo hanno costruito coloro che hanno resistito e sono rimasti attaccati a sedie, poltrone o feticci. Non amo neppure parlarne, non ascolto volentieri trasmissioni istituzionali, scelgo e penso, leggo e penso, scrivo e penso. Cerco di stare con persone che come me non intendono fare compromessi con i loro valori e a testa alta vado avanti per la mia strada, individuando uomini e donne in modo da camminare in piacevole compagnia per una strada opposta a  coloro di cui sopra. In questa strada che ti dicevo, a volte c’è un bel pò di persone, altre poche, altre volte sono sola, a fianco a me l’unica vera amica: “la morte”, che oggi mi permette di tentare ogni giorno di vivere il famoso “attimo fuggente”. Avere la consapevolezza della mortlità, mi porta in un luogo meraviglioso che prima non conoscevo, che spesso purtroppo perdo, ma che oggi altrettanto spesso ritrovo.
Non so che cosa farò, quando mio figlio se ne andrà per l’Università, cioè alla fine del 2011. Questo coincide anche con la mia pensione. Non credo che rimarrò qui dove sono adesso. Intendo trovare una piccolissima casa (e non so ancora dove) e poi viaggiare il più possibile. Che il mondo vada dove vuole, solo la natura può fermare questi stupidi uomini che non sanno fermarsi a pensare, ma sopratutto, non sanno imparare dai loro errori..