Archive for the ‘Lettere ad Atlantide’ category

Lettera ad un padre…

luglio 5, 2011

Carissimo padre, mi spiace credimi, intromettermi ancora una volta nel rapporto fra te e nostro figlio,  mi ero ripromessa che appena avesse compiuto i 18 anni, non lo avrei più fatto, invece eccomi qua. Ti scrivo perché questo modo è per me più facile che parlarti, tu non mi lasci mai il tempo e lo spazio per poterti dire, per parlare di lui. Indubbiamente il tuo atteggiamento è in parte dovuto alle aggressioni verbali che per molto tempo io ho avuto nei tuoi confronti, mi spiace di non aver saputo “gridare” il mio dolore con meno “passionalità”, mi spiace soprattutto per nostro figlio; per lui, mi spiace non aver saputo mettere da parte la rabbia che ho provato nei tuoi confronti, nel vedere che non eri affettivamente con me nel farlo crescere; la rabbia per aver visto che volevi distruggere “quel noi”, che essendo genitori una parte di esso continua per tutta la vita. Mi spiace per nostro figlio, per averlo visto soffrire quando era più giovane e per vedere oggi il suo dolore che più di ieri nasconde, perché sa di essere già un giovane uomo. A mio favore posso dirti che il mio dolore è stato profondo e forte per più motivi:

1- perché avevo  pensavo che nella vita di un uomo potesse succedere di sbagliarsi e rifarsi una nuova “famiglia”, una volta, ma non due, non tre ecc… Intendi non è un “giudizio” sulla tua vita,  non ti nascondo che gli uomini che fanno così a me non piacciono e non ci voglio stare insieme, ma non giudico chi lo fa, la cosa non mi riguarda, scelgo di non far entrare più nella mia vita quel tipo di persona;

2 – avevo 50 anni quando è capitato, gli anni per una donna di grande passaggio e cambiamento, gli anni che più di ogni altra, abbiamo bisogno di sentirsi amate dal proprio compagno;

3 – ti avevo scelto per tutta la vita

4- ultimo, ma non meno importante, mi sembrava impossibile dover rivivere ciò che avevo subito come figlia. Le parti s’ invertivano, ma era la stessa storia che era capitata a mia madre, solo che allora io ero nel posto di mio figlio…

Quest’ultimo punto è ciò che mi ha dato il maggior dolore, ho conosciuto con estrema esattezza e contemporaneità il dolore lacerante di una donna che viene “tradita” nella fiducia, nel rispetto di semplice essere umano, e nello stesso tempo il dolore che un figlio prova nel sapere che suo padre non l’ha messo al primo posto nella sua vita. Se non avessi avuto lui, non ti nascondo che non sono sicura se ce l‘avrei fatta… Ho fatto 6 anni di analisi per capire dove era andata la mia vita e come potevo aiutare nostro figlio, e continuo ogni volta che per qualche motivo posso fargli male non volendo. Ho sperato con tutta me stessa che tu volessi rimanere genitore con me per farlo crescere insieme bene, aiutarlo a curarsi le ferite che noi con le nostre immaturità, le avevamo procurato.  Invece mi sono trovata a dover difendere nostro figlio da te, da suo padre; ho dovuto sopportare il dolore che vedevo quando lo obbligavo a venire con te, a sostenerlo quando tornava dopo essere stato con te e con la tua donna, riposi in pace, ma lei non sopportava nostro figlio, ma soprattutto, lui sentiva che tu non lo proteggevi da lei, sentiva che sceglievi lei e non lui… Come penso tu possa vedere, in qualche modo la mia rabbia è “giustificata” perché mentre per quanto mi riguarda, come compagna, la rabbia è terminata abbastanza presto, come mamma è stata veramente dura. Oggi non sono più arrabbiata, ma addolorata sì. In termini psicologici, la rabbia la si prova per nascondere un grande dolore, ed è vero, la mia è scomparsa quando ho potuto vivere il mio dolore. Ci insegnano a scansarlo, a non riconoscerlo come un sentimento, invece non è così, difficilmente chi non sa vivere il dolore, sa vivere il piacere; è la legge della vita, e paradossalmente noi umani pensiamo di poter vivere bene solo procurandoci denaro, successo, cose…Certo viviamo qui, in questo disgraziato (purtroppo) paese, ma non necessariamente ci dobbiamo uniformare ai modelli esistenti, c’è molto altro fra le righe e come sostenevano i poeti del novecento la vita è proprio quelle che è nelle righe…Scusami, mi dilungo sempre, ma è per questo che mi piace la scrittura, permette che nessuno ti interrompa e poter frugare e raccontare le pieghe della tua vita, ciò che gli altri spesso non vogliono vedere. Il motivo per cui ti scrivo è sempre nostro figlio. E’ stato un bravo ragazzino ce l’ho messa tutta, e in questo tu non mi hai dato una mano, sono stata da sola ed è stato faticoso. E’ stato un adolescente “normale” c’è lo messa tutta anche in questa fase, ancora più faticosa, e l’ho fatto da sola, adesso è un giovane uomo e da sola non ce la possa fare. Lui è  uno che i dolori se li tiene dentro, non li fa vedere, ma purtroppo ci sono. Vivendoci ogni giorno a volte vengono fuori chiaramente, altre in modi più sottili, ma il suo dolore purtroppo esiste.

Esiste quando lui racconta le bugie trasformando la realtà, esiste quando gli sembra di studiare molto e prende un voto basso, esiste quando cerca di aiutare un dolore della sua ragazza o di un suo amico. Esiste nella sua insicurezza giornaliera di due figure completamente diverse e purtroppo per lui in lotta, suo padre e sua madre. Oggi queste due figure sono in lotta dentro di lui e quindi anche peggio, ancora più insicuro, ancora giovane per comprendere che può abbandonarle  e trovare la sua personalità, la sua vita. Il suo dolore esiste e lui lo nasconde dando ad ognuno di noi, in modo diverso, appunto, il figlio che ci piace avere. Una fatica immensa per un giovane uomo di 19 anni, non credi? 19 anni… se ci pensi sono davvero pochi perché possa accadere tutto ciò che noi, nel bene e nel male gli abbiamo procurato. Lui oggi è confuso e spaesato, io non posso più aiutarlo, 19 anni sono pochi, ma troppi per raccontarsi solo alla mamma, lui lo sa. Sa che se vuole crescere, maturare, prendere la sua vita nelle sue mani e deciderla, non può più confrontarsi con me, da me si può solo separare definitivamente. In termini pratici ha ancora bisogno di un tempo, ma psicologicamente parlando è arrivato già il momento da un po’. Quindi questa volta non posso essere io ad aiutarlo se non farlo silenziosamente e in questa direzione, mentre tu diventi indispensabile. Lui ha impellente bisogno di raccontarsi ad uomo adulto, bisogno di confrontarsi, di vivere insieme le cose delle vita, di sentirsi compreso da chi è maschio come lui, da chi è stato giovane come lui, anche se in epoche diverse. Ha bisogno di sentire suo padre al suo fianco, di sentire che lo scegli, perché lui è per te, la persona più importante al mondo.

Ti prego, ti scongiuro, lui si può ancora perdere, è ancora un’età a grande rischio, perché lui abbia la forza, la sicurezza, la maturità per prendere la sua vita, ha necessariamente bisogno di un padre e questo sei tu.

Scusami se mi permetto ancora, ma non ha bisogno di un padre amico che lo chiama e lo comprende sempre senza mai vederlo, senza sapere, senza che si occupi di lui, che gli chieda per esempio se aveva bisogno di vedere delle cose delle scuola insieme, aveva bisogno che tu ti interessarsi da solo della scuola, di come andava, aveva bisogno che tu andassi per esempio a parlare con i suoi insegnanti, era un segnale, poteva contare su di te, nelle sua incertezze della vita aveva un esempio, un pilastro su cui appoggiarsi quando il vento della vita lo scompiglia un po’ troppo. Tuo figlio ha bisogno di te come padre e basta, non come fidanzato di una nuova donna che ha ormai una vita lontana da lui, fai pure la tua vita, lui ormai la speranza che tu potessi rimanere solo con lui e con sua sorella l’ha abbandonata, ma non metterlo in fondo, all’ultimo posto, ha bisogno di essere al primo posto, ha bisogno di vedere che puoi “sacrificare” (questa è la parola che lui usa) la tua vita, il tuo tempo per lui. Ha bisogno di vedere che puoi rinunciare a passare del tempo con la tua nuova compagna perché “desideri” stare con lui. Ha bisogno che tu lo faccia anche se lui non te lo chiede, anche se lui può oggi dirti no, perché una buona parte di lui tu purtroppo l’hai già persa. E’ necessario un tempo più lungo del normale, perché lui possa credere nuovamente in suo padre, dal quale si sente tradito.

Caro padre, spero che la mia lettera tu non la percepisca come un invadenza nella tua vita personale, perché non era mia intenzione, a me questa non mi riguarda più, e spero che tu non la viva questa come chi vuole insegnarti qualcosa, se l’ho fatto mi spiace, non era nel mio intento, è soltanto un “grido” per il dolore che nostro figlio ha dentro e che nasconde, che ha bisogno di tirare fuori per non farsi danni gravi. Ti prego non minimizzare ciò che ti dico, osservalo, ascoltato, dagli l’opportunità di poter raccontare ciò che ha dentro e ti assicuro che aiutarlo sarà una splendida esperienza, perché lui è veramente una bella persona.

Perdona la lunghezza, buona giornata.

Sempre e solo lui…

marzo 21, 2010

Mio figlio questa estate vorrebbe andare un mese in un college in Inghiterra per imparare bene la lingua. Ogni anno è andato 15 gg con la scuola, un liceo cassico, ma ora vorrebbe studiare con un programma e un  progetto più sicuro. Abbiamo chiesto aiuto alla professoressa di inglese che ci ha segnalato alcuni college. Stiamo ancora cercando, con lei, di vedere come si risparmia ancora, però sempre frequentando un college, che secondo la professoressa è quello che dà maggiori garanzie. Il college lo dovrebbe pagare il padre, il mio ex, secondo l’accordo raggiunto qualche anno fa. Ogni anno ha pagato 15gg di vacanze studio, quest’anno ha detto al ragazzo che non glielo paga. In tutti questi anni non  ha mai fatto un viaggio con suo figlio, ma sempre con le varie compagne. Forse il motivo per cui glielo pagava era questo, avevo pensato che forse si sentiva in colpa, visto che i viaggi lui li faceva. Riepilogando: Non paga la vacanza studio a suo figlio che le servirà per l’università, ma proprio in questo momento sta organizzando una vacanza con l’attuale compagna a Londra. Non lo trovo giusto. Dove sono quei padri che antepongono i figli a se stessi? Il padre di mio figlio si occupa costantemente dell’adolescente che è dentro di lui e quasi mai del figlio adolescente! Non pensate che gli manchino i soldi perchè non è così! Ditemi altro, datemi una motivazione, grazie

Clarissa

Elezioni 2010…

marzo 21, 2010

Elezioni 2010 Le operazioni di voto si svolgeranno domenica 28 e lunedì 29 marzo. I seggi resteranno aperti domenica dalle ore 8.00 alle ore 22.00 e lunedì dalle ore 7.00 alle ore 15.00. Ma nel Lazio presentando lo scontrino fiscale di un panino gli elettori potranno votare anche se arrivano al seggio con due ore di ritardo. L’elettore deve presentarsi al seggio con un documento di identità e con la tessera elettorale. Chi non ha la tessera o l’ha smarrita può falsificarne una, imitando la firma del direttore dell’ufficio elettorale di residenza, facendosela autenticare da suo cognato, lanciando un appello al Presidente della Repubblica e facendo ricorso al TAR. L’elettore residente all’estero, contrassegnando il simbolo di una delle liste, esprime un voto valido sia per la lista prescelta che per la ‘ndrangheta. L’elettore può esprimere anche un voto disgiunto, dando la preferenza sia al candidato del centro-destra che al candidato del centro-sinistra; è sufficiente contrassegnare il simbolo dell’UDC. È vietato calpestare i radicali sdraiati all’ingresso dei seggi. E’ vietato votare Morgan . Il TAR ha stabilito che i televoti per Emanuele Filiberto di Savoia non sono più validi dal 1946.

Maria

Il dado istat

marzo 14, 2010

Ho finalmente ricevuto l’aumento del dato istat sull’assegno di mantenimento che il mio ex passa a mio figlio, esattamente 9,00 euro al mese! Cento otto euro all’anno!  Da febbraio mio figlio ha fatto 18 anni, quindi perderò gli assegni familiari 60,00 euro al mese, 720,00 euro all’anno. Avevo chiesto la metà, ma lui ha fatto finta di niente, che uomo meravigioso mi ero sposata! Spesso le  mie amiche, mi dicono che c’è di peggio. Non ho dubbi lo so che c’è di peggio, ma questo giustifica questi uomini e il loro comportamento? No, io non li giustifico e spero che la vita renda loro pan per focaccia. Il denaro che danno, lo danno per i loro figli, che vengono accuditi in tutto e per tutto da noi madri, perchè uomini così hanno da pensare solo a se stessi e alle nuove donne che bisogna che si mantengano, altrimenti la solitudine li distrugge. Loro non amano niente e nessuno.  Spero che l’universo dia a loro, ciò che loro danno agli altri!

Caterina

Il mio Presidente del Consiglio

marzo 14, 2010

Salve, sono un cittadino dell´Italianistan. Vivo a Milano DUE in un palazzo costruito dal PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio. Anche l´assicurazione dell´auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l´assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa. Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio. Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato 
del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio. Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio). Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio,con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall´agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Allora mi stufo e vado a navigare un pò in internet, con provider del Presidente del Consiglio. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio. Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse!!!!!!!!!!!!! Per fortuna!

Maria Pia

A Benito Mussolini da Elsa Morante

marzo 13, 2010

“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano,di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”  Il testo, del 1945,  si riferisce a B. Mussolini…*

Silvano

Genitori affidatari:la mia testimonianza

marzo 7, 2010

Vorrei qui riportare la nostra esperienza di genitori affidatari,nella non sopita speranza che questa possa servire ad altre coppie che si accingono a fare questo straordinario percorso. Siamo una famiglia affidataria per caso,assolutamente per caso. Nel senso che non c’era mai passato per la testa di diventarlo.Nostro figlio(che adesso ha 9 anni) già ci riempiva le giornate con il suo carattere un pò ribelle e allergico a tutto ciò che per lui era ed è “autorità” (scuola e genitori in primis)e con le sue problematiche connesse ad una certa difficoltà di linguaggio che avevamo riscontrato ancor prima dell’entrata alle materne e per fortuna felicemente superate grazie all’indispensabile aiuto delle tante vituperate strutture pubbliche (a questo proposito non ringrazieremo mai abbastanza la Dott.ssa Marina Miscia,logopedista all’ospedale di Campostaggia a Poggibonsi,per la professionalità e l’incommensurabile pazienza dimostrata). Poi un bel dì del 2009 venimmo contattati dagli assistenti sociali su una nostra possibile disponibilità a diventare genitori affidatari di questo “frugoletto” di appena 14 mesi,figlia di una mia nipote la quale attaversava un periodo molto difficile della sua vita.Bambina che noi non avevamo neanche mai vista,se non su una sbiadita foto presa con il cellulare! A seguito della nostra pronta disponibilità (e dopo averne parlato anche col figliolo) si avviò tutto l’iter che credo sia comune a tanti,le ispezioni degli assistenti sociali del comune dove abitiamo (Barberino V.E) e poi l’udienza al Tribunale dei Minori e il successivo decreto di affidamento. In questi giorni ci apprestiamo a festeggiare un anno che viviamo questa esperienza stupenda pur nella consapevolezza della grande responsabilità che tutto ciò ha comportato e comporta e che ci ha investito in pieno come un’ondata gigantesca che si abbatte su un surfista dopo che questi ha tentato di cavalcarla. E’ inutile dire che Chicca (come noi affettuisamente chiamiamo la bambina)ci ha “sovvertito” la vita come solo può farlo l’arrivo di un bambino.Non nascondo che all’inizio non sempre è stato tutto facile. Riuscire a combinare le naturali esigenze di amore…affetto…calore familiare a cui normalmente un bambino di 14 mesi ha diritto e ancor di più una bambina che questi sentimenti non ha mai avvertito o quasi,con i pre-esistenti impegni di lavoro fatti di orari che a volte mal si adattano alle esigenze di neonati, o molto più semplicemente non far mai avvertire a nostro figlio che l’arrivo di questa “strana sorella” (come diceva lui) le impedisse di continuare a fare lo sport preferito,di giocare ai giardini o gli potesse togliere la totalità delle attenzioni dei genitori e cosi via…ecco tutto questo per noi,che non abbiamo potuto usufruire neanche dell’importantissimo appoggio dei nonni,non è stato facile. Nonostante ciò oggi come allora,diremmo ancora un grande e grosso SI! Diremmo SI a chi ha bussato alla nostra porta in cerca di AMORE! e di un’OPPORTUNITA’! Ma sopratutto diremmo ancora SI perchè quest’esperienza,che ripeto per me e mia moglie assolutamnte nuova,ci ha sicuramente reso più ricchi,ma anche per il figliolo crediamo sia stata un’esperienza educativa importante se non unica,e cioè che si può anche donare senza chiedere nulla in cambio.Senza i “se” e senza i “ma”.

Gerardo