Se tutti gli uomini del mondo

Pubblicato giugno 2, 2011 di atlantide
Categorie: Atlantide: Interconnessione dell'anima

In un assolato pomeriggio estivo della ormai tropicale Torino, nella storica  Società di Mutuo soccorso d’ambo i sessi Edmondo De Amicis si discute a partire dal mio Letteralmente femminista.
Una donna che si occupa di ricollocazione lavorativa, quel retravaillet che un decennio fa sembrava solo roba da donne che tentavano, dopo la gravidanza, di rimettersi in lista per tornare nel mondo dell’occupazione fuori dalle mura domestiche, interviene.
“Certamente esiste il problema del lavoro femminile, della precarietà, e quello della violenza. Ma vorrei dirvi del problema maschile: nel mio ufficio cominciano ad arrivare, per ricollocarsi, molti uomini, e sono preoccupata di quello che vedo e sento. A differenza di ciò che fanno le donne, che cercano di adattarsi nelle pieghe della crisi, mantenendo comunque inalterata quella capacità di fare acrobazie tra lavoro casalingo, prole, e lavoro fuori, provando persino a ricavare spazi per sé e la socialità, gli uomini arrancano, non negoziano, si irrigidiscono, scoppiano.
E sembra che, ancora una volta, tocchi a noi farci carico anche della loro incapacità di cambiare, di mettere da parte l’orgoglio, di assumersi delle responsabilità da adulti,  di crescere”.

Ho ripensato a questa affermazione quando ho letto l’editoriale di Francesco Merlo su Repubblica, a proposito della seconda morte in auto di bambino dimenticato dal padre, intitolato: ”Perché mi sento vicino a quei papà”.
Avevo già sussultato, qualche giorno fa, alle parole della moglie incinta del primo padre che aveva abbandonato la figlia; la donna aveva difeso il marito, sostenendo che quell’uomo del quale si parlava come di un assassino non aveva colpa, che era un buon padre.
Mi ero soffermata, con la pelle d’oca e un senso infinito di angoscia, a pensare che non c’era altro modo per una donna di continuare a vivere con un uomo che di fatto ha ucciso la loro figlia, (da lei stessa partorita), soprattutto mentre nutre nella pancia un’altra creatura: l’unica strada per non impazzire era giustificare il suo compagno, continuando a credere in lui
e nella sua umanità, opponendo alla disperazione che nemmeno riesco a immaginare una immane forza di volontà di volontà e fiducia che, per me,  rasenta l’assurdo.
E possibile che sia più facile scrivere che ci si sente solidali con chi ha fallito, rispetto al sentirsi vicino a chi è vittima e senza colpa.
Merlo lo fa benissimo, praticando quel ‘partire da sé’ che quando è menzionato come uno dei doni del femminismo dalle donne  viene bollato come pratica non politicamente né socialmente rilevante.
Merlo dice che capisce quell’uomo, che definisce un padre che ha peccato per troppo amore, perchè anche lui, spesso, tenta di essere madre oltre che padre della sua prole, e viene colto dal complesso dell’ippocampo, “l’unico animale maschio che prende su di sé la gestazione e si occupa lui delle uova. Ma – continua Merlo- è appunto lì che sta in agguato la disgrazia,
nell’avere un cuore troppo grande e due occhi soltanto, nel volere fare quelle mille cose che mia zia ‘la signorina’ avrebbe commentato cosi: ‘mbriachi e picciriddi, centu occhi li devono guardare”.
E’ ben evidente che quegli occhi dei quali parla la zia signorina sono solo occhi di donne. E che gli uomini non sono capaci di quello sguardo circolare che invece si dà per scontato nelle donne, anche quelle più misere e di poca cultura.
Ma se le donne sono così capaci di sguardo circolare e di attenzione, perché sono gli uomini a continuare ad avere il potere, un potere così miope e limitato nello sguardo quando si tratta di tutelare il bene più prezioso?
Credo che non esistano verità facili da esibire di fronte alla morte così insensata di due creature, ma una domanda mi sento di porla: perché il comportamento irresponsabile da parte di un uomo e di un padre può raccogliere così tanta solidarietà da essere addirittura trasformato in un gesto d’amore?
Se l’incapacità di un uomo, (e come sembra dall’articolo di Merlo di tutti gli uomini che si provano nella titanica impresa di essere padri), viene definita amore, perché allora non dire che evidentemente c’è un gravissimo problema che gli uomini hanno nell’affrontare la paternità, quella concreta, quella di tutti i giorni? Continuiamo a dare per scontato che la maternità
sia connaturata al femminile,  ma evidentemente la paternità è ancora ben lontana dall’essere considerata, anche da uomini colti e riflessivi, una condizione che il maschile può pensare come cosciente e possibile.
Al di là della cronaca tragica di questi giorni il tema è importante e ci riguarda come collettività di donne e uomini.
E’ padre non chi feconda con il suo seme una donna, ma un uomo che si assume la responsabilità per la vita della sua prole, come le donne fanno in miliardi nel mondo; chi viene cambiato nel profondo nel diventare tutore, guida, esempio e testimone della figlia e del figlio che la donna che lo accompagna ha generato.
Si potrebbe continuare con le descrizioni che raccontano la paternità, e che purtroppo non sono così frequenti e dettagliate come quelle che dicono il materno, perché l’amara verità è che oltre alla trita storia del ‘mammo’ non ci sono molte moderne narrazioni dell’amore e del ruolo paterno, al di là appunto della banalizzazioni.
Abbiamo alle spalle, e spesso ancora di fronte, le immagini dei padri padroni, ma possiamo davvero dire di avere  un’altra dimensione adulta di padri da presentare come altrettanto forte e definita? Gli uomini stanno provando a pensarsi e a dirsi anche padri, oltre a navigatori, santi, eroi, guerrieri, indefessi lavoratori?
Non ci può essere crisi economica, non ci può essere eccesso di impegni, non ci può essere alcuna sindrome di ippocampo a motivare una dimenticanza così atroce.
Dai tempi del mito di Ulisse è chiaro che il maschile non riesce ad accettare  il senso del limite delle proprie capacità e risorse: il mondo globale ne è prova, e non sarà io a dire che le donne non sono ampiamente conniventi con questo sfacelo. Grande è la anche la responsabilità di molte donne, anche e soprattutto di quelle che continuano a fare il lavoro degli uomini al posto loro, procrastinando così la presa di coscienza maschile autonoma. Sono uomini, che ci si può fare, alcune cose non sono per loro,
sembrano dire. E’ una profezia che si autoavvera: ed è così che i piccoli finiscono abbandonati in auto roventi.
Finchè gli uomini non faranno un passo indietro rispetto alla smania superegoica che li allontana dalla materialità della vita e finchè non si fermeranno a guardare i loro limiti, quelli del loro corpo e della loro forza non potranno né essere padri e  neppure solo uomini. Ingranaggi, forse. Dov’è l’amore in tutto questo?

di Monica Lanfranco

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Ce l’abbiamo fatta! Il Referendum sul nucleare ci sarà.

Pubblicato giugno 2, 2011 di atlantide
Categorie: L'opinione

La Corte di Cassazione lo ha appena stabilito. Il tentativo del Governo di metterci il bavaglio non ha funzionato. Ora tocca a noi scegliere un futuro senza nucleare. Come? Votando Sì il 12 e 13 giugno.

Ipazzisietevoi.org continueranno a portare avanti la loro protesta rinchiusi nel rifugio a prova di radiazioni fino al giorno del voto. Lo stesso faranno gli attivisti rinchiusi da otto giorni nel gigantesco bidone nucleare costruito sulla terrazza del Pincio a Roma.

Per raggiungere il quorum, devono andare a votare 27 milioni di italiani. Abbiamo 11 giorni per mobilitare quante più persone possibile. Se vogliamo vincere contro il nucleare, ognuno di noi deve sentirsi coinvolto in prima persona. Partecipa anche tu. Scarica il volantino, attacca gli stickers e scopri tutto quello che puoi fare.

Siddharta

Pubblicato maggio 29, 2011 di atlantide
Categorie: Caffè Letterario

“ E tutto insieme, tutte le voci

Tutte le mete, tutti i desideri,

tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene ed il male,

tutto insieme era il mondo.

Tutto insieme era il fiume del divenire;

era la musica della vita.”

(H. Hesse: Siddharta)

Referendum 12 e 13 giugno 2011 non mancare!

Pubblicato maggio 29, 2011 di atlantide
Categorie: L'opinione

Oggetto: passaparola
 
Ciao a tutti,  
confermo la necessità di questo passaparola, aggiungendo che si tratta di informazione per ri-affermare i diritti costituzionalmente garantiti . Il dramma è che sembra la maggior parte della popolazione non sia consapevole di quanto sta avvenendo.
Quello che Vi porto è solo un piccolo esempio. Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche.

‘E arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.
Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico” viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre  riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.
 Il referendum è evidentemente anche questo!
Mariachiara Alberton

RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM… perchè il Governo non farà passare gli spot ne’ in Rai ne’ a Mediaset.
Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum
lo scenario sarebbe drammatico per i governanti ma stupendo per tutti i
cittadini italiani:
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E’
necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone

Il referendum non sarà  pubblicizzato in TV.

I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il
12 giugno.      QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum.

Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il
referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.
Passaparola!

Contro il nucleare

Pubblicato maggio 29, 2011 di atlantide
Categorie: L'opinione

http://www.ipazzisietevoi.org/public/

Le ruota delle lune

Pubblicato maggio 29, 2011 di atlantide
Categorie: Caffè Letterario

“ Le creature della foresta parlavano tra loro e conversavano quando un vecchio ed una bambina s’incamminarono lungo il sentiero che portava al grande prato. Tutti poterono notare che i due avvevano un atteggiamento riverente mentre attraversavano le piccole valli collegate dai tragitti percorsi dall’alce. Il loro comportamento pacifico e rispettoso rese le Relazioni della foresta felici e contente che questi umani comprendessero ed onorassero i Sacri Spazi delle altre forme di vita.

Quando i due arrivarono al prato alpestre, la bambina domandò al Nonno se il proprio comportamento nei confronti dello Spazio Sacro delle altre Relazioni fosse stato corretto. Il Nonno sorrise ed annuì soddisfatto.  La bimba domandò poi dove vivesse il Sacro Spazio.

Cercando di ricacciare indietro le lacrime di tenerezza che gli colmarono gli occhi, il Nonno parlò:

“Piccola mia, il Sacro Spazio di ogni Essere vive a metà strada tra il respiro inalato ed il respiro esalato. Non è sempre possibile vedere i suoi confini esteriori, ma il centro della sua dimora si trova nello spazio tra due battiti di cuore”.  ( La ruota delle lune – Jamie Sams)

Amore

Pubblicato maggio 15, 2011 di atlantide
Categorie: Caffè Letterario

Vedi amore

un cielo assaporato di neve

un poco di vita

che salta di balcone in balcone.

Amore è un disperato ricordo…

Le nostre bocche impregnate di pioggia

i baci scivolano nella morbidezza dell’addio.

Amore mio

è una serata stanca

sui glicini acerbi sta cadendo la pioggia.

Piove

ed è aprile

nella settimana santa

amami…

MR